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Beni confiscati, trasferiti al Comune di Sarno

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Beni confiscati alla criminalità organizzata, il Comune di Sarno riceve stabili

Milioni di euro di beni confiscati dallo Stato alla criminalità organizzata e ora finiti nelle mani del Comune di Sarno. Palazzo San Francesco riceve stabili, strutture e terreni dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati ai familiari di Aniello Serino detto ‘o Pope. Per l’esattezza al nipote Ferdinando Corrado. Il passaggio di testimone, è avvenuto nella mattina di ieri, alla presenza di Matteo Travaglione per l’Agenzia, e del vicesindaco Roberto Robustelli, dell’assessore con delega alla legalità, Eutilia Viscardi, del dirigente dell’area tecnica di Palazzo San Francesco, Massimiliano Mazzocca, di Teresa Marciano, segretaria comunale, e dell’architetto Francesca Savarese, responsabile dell’ufficio lavori pubblici, demanio, patrimonio ed espropri dell’Ente.

Tra gli immobili oggetto di confisca figurano un capannone industriale in via Sarno – Striano, uno stabile con terreno annesso nei pressi dello stadio intitolato a Felice Squitieri, e dei terreni agricoli in via Ingegno, uno dei quali “ospita” anche la struttura di un capannone.

“Si tratta davvero di numerosi beni che entreranno a far parte del patrimonio comunale – ha detto l’assessore al patrimonio Eutilia Viscardi – i quali saranno destinati esclusivamente a fini sociali, per il bene della comunità. Sono molteplici le opportunità che tali spazi potrebbero offrire, ed è per questo che lavoreremo anche con il nostro ufficio tecnico, di cui ringrazio i dipendenti per il loro eccellente lavoro, per capire quali strutture realizzare. Inoltre come Ente siamo in contatto con l’associazione “Libera”, e sicuramente qualsiasi suggerimento sarà bene accetto – ha continuato l’assessore – e tra l’altro, ciò è emblematico anche e soprattutto per ciò che concerne il nostro impegno per la legalità”.

Per l’assessore Viscardi “”il passaggio appena concluso è fondamentale per far capire soprattutto ai più giovani che la strada giusta è quella della legalità, non quella del crimine organizzato””. I beni in questione furono oggetto di sequestro e poi di definitiva confisca nel 2017. Ora tornano alla comunità di Sarno.

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