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Attore per un giorno: il sogno di nonno Mario, 87 anni

 

“Essere un buon attore non è facile. Essere un uomo è ancora più difficile. Voglio essere entrambi prima di morire”. Così James Dean quando parlava delle sue piccole solitudini dinanzi ad un copione, del significato della vita da interpretare sul palcoscenico o davanti alla cinepresa portando le pieghe del proprio vissuto.

Il Piccolo Teatro di Franz Muller, con il direttore Carmine Pagano, coadiuvato da Sonia D’Alessio, Lucio Annunziata, Maria Teresa Laudisio ed i giovani della compagnia, ieri ha accolto il sogno d’ attore di circa 250 persone di tutte le età arrivate da Napoli, Avellino, Caserta, per i casting dedicati alle comparse della terza serie de “I Bastardi di Pizzofalcone”, ed alcune scene saranno girate all’ospedale “Martiri del Villa Malta” di Sarno.

Il teatro di via Nunziate, accogliente, dai tratti retrò, dove domina il blu scuro, è stato ieri sicuramente un luogo per accarezzare un sogno, ma, soprattutto, un palcoscenico sul quale si sono incontrate vite di donne e uomini, si sono sfiorate storie di lacrime e di speranze, si sono intrecciati mondi lontani e differenti.

Nonno Mario con i suoi 87 anni carichi di semplicità: “E’ la prima volta, sono molto emozionato. Se mi vogliono, io sono qui. Altrimenti va bene lo stesso. Vorrei interpretare un nonno, è più semplice perché lo sono. Ho avuto una vita difficile, piena di sacrifici”. Originario di Striano, ha fatto calzolaio, poi, licenziato improvvisamente, nel 1968 prepara la valigia insieme alla moglie per raggiungere la Germania. E’ il 2009 quando la compagna di vita muore e lui ritorna in Italia. Vive da solo, ma un giorno conosce Franco De Filippo, che quasi lo adotta. E’ lui, insieme alla moglie hawaiana ad accompagnare ed a partecipare insieme a nonno Mario ai provini. “Ho perso troppo presto i miei genitori, – dice Franco – poi ho conosciuto Mario ed oggi è parte della famiglia, il nonno di mia figlia. Lei ha 6 anni, volevo vivesse l’amore dei nonni e questa bella unione familiare fatta di racconti di vita”.

Giovanni De Prisco è sulla sedia a rotelle dopo un terribile incidente avvenuto a Nocera Inferiore 3 anni fa, dove perse la vita il papà. Furono investiti in pieno da un’auto. “Facevo l’attore, ero nel duo “Gemelli G&G”, oggi combatto. Sono ancora vivo e mi dovete sopportare – dice – I limiti ed i pregiudizi li supero con determinazione, a volte con rabbia ed anche con cose belle come questa. E’ stata mia moglie ad insistere perché partecipassi a questo casting”. C’è Stefania, dapprima intimidita dalla macchina fotografica, tenta anche di andare via, ma poi, prende coraggio e, sicura, sfila il cappotto, lo lancia su una poltrona e si prepara ai due scatti con la lavagnetta che riporta il suo nome. Un ragazzo dagli occhi azzurri nasconde i dreadlocks con un grosso cappello. “Non so se devo coprire i capelli lunghi – spiega – A volte, per alcune audizioni, mi dicono di nasconderli”. Tranquillizzato dalla responsabile casting, lascia cadere i nodi dei capelli sulle spalle sorprendendo tutti per il particolare fascino acquisito in un lampo.

Cristina ed Antonio, sono marito e moglie, fanno teatro amatoriale e coinvolgono anche i nipotini. “Non è solo un sogno – dice Antonio – ma una opportunità. Sono curioso verso tutto ciò che mi circonda ed io e mia moglie abbiamo intrapreso questo percorso affascinante e divertente”. “L’ho seguito volentieri n questa avventura – dice Cristina – ed ho scoperto che mi piace fare teatro. I più entusiasti sono i nostri nipotini, sarebbe bello partecipare alle serie”.

di Rossella Liguori 

 

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