Sarno Cronaca

Annamaria Ascolese: stabili le condizioni. Si indaga su quanto accaduto

Annamaria Ascolese: stabili le condizioni. Si indaga su quanto accaduto

«Ti voglio bene, ma te ne devi andare». Una frase che Antonio ripeteva ad Annamaria e, alla luce di quanto accaduto si carica di tratti inquietanti, ossessivi. E sembra tracciare le linee della mano armata di un uomo, un carabiniere, che ha fatto fuoco 4 volte contro la moglie e, poi, contro se stesso puntando al cuore.

Un rapporto, quello con la moglie, Annamaria Ascolese, insegnante di 50 anni, che il vice brigadiere Boccia, 57 anni, entrambi originari di Sarno e trasferitisi a Marino, pare avesse contaminato di gelosia, pedinamenti, continui controlli del cellulare, rientri a casa in orari improbabili. Voleva che Annamaria andasse via, lo lasciasse, abbandonasse anche la villetta di via Costa Caselle, ma voleva controllarla, condizionarla.

La ricostruzione dei fatti

Emerge da una prima ricostruzione del rapporto della coppia nell’ultimo anno, nelle indagini che gli inquirenti stanno conducendo per comprendere cosa sia accaduto al civico 7, e prima ancora della tragedia che si è consumata venerdì pomeriggio, quando l’ uomo tornato a casa, ha sparato contro la moglie, ferendola gravemente, e poi contro se stesso con un colpo mortale. La vita della 50enne è ancora sospesa ad un filo. Trasportata con l’eliambulanza al San Camillo di Roma, dove è stata sottoposta ad un complesso intervento chirurgico per rimuovere il proiettile dal torace e fermare l’ emorragia, i medici si sono riservati la prognosi. Bisognerà attendere la giornata di oggi per capire le condizioni.

«Mi aveva confidato vivesse un momento un po’ difficile, non mi aveva detto fosse riferito al marito, ma l’ho capito. Avvertivo la sua sofferenza nel vedere un altro rapporto d’amore finire. Mi diceva solo che la sua vita non era stata fortunata». Così un’ amica di infanzia di Annamaria, Carmela, che vive a Sarno, racconta alcune inquietudini della donna. Poche parole che le aveva confidato. «Era molto riservata, soprattutto su cose che la facevano stare male. Eravamo amiche, poi ci siamo perse di vista e ritrovate sui social. Qualche anno fa, ho visto sul suo profilo la foto del matrimonio e l’ ho contattata per farle gli auguri. Da lì abbiamo iniziato a sentirci di nuovo. Non avrei mai immaginato una storia così drammatica ed una tragedia simile. Ma neppure i familiari. Ho parlato con dei cugini e sono scioccati».

Una coppia molta conosciuta sia a Marino che a Sarno, con alle spalle un precedente matrimonio, Antonio con due figlie. Oggi sono due le comunità che non riescono a darsi risposte dinanzi ad una tragedia che ha i tratti di un dramma chiuso e poi esploso tra le mura di casa.

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