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“Allontanata dalla scuola perché cieca”

11310992_10205295682444807_605241124_nMortificata e discriminata perché cieca. Un atteggiamento vergognoso". Valeria Baselice è non vedente dalla nascita, ha 47 anni, vive a Sarno con i genitori, i fratelli e le sorelle. Ha un lavoro che la gratifica al comune di San Valentino Torio, la sua disabilità la vive con serenità nonostante le difficoltà quotidiane, oltre anche il velo di pregiudizio e di quelle barriere contro le quali combatte tutti i giorni. Racconta una vicenda che ha dell’incredibile, una storia di quelle che non dovrebbero accadere. Mai. A nessuno. Denuncia, supportata dall’Uici, Unione Italiana Ciechi, di essere stata messa alla porta perché qualcuno non voleva la responsabilità di una non vedente. Sotto accusa ci finisce una scuola di Poggiomarino. La donna aveva accompagnato la nipote a sostenere l’esame per il conseguimento di una licenza commerciale. La dirigente  scolastica, secondo la denuncia, accortasi della minorazione visiva della donna le ha impedito di aspettare all’interno della scuola, costringendola a lasciare l’edificio.

 "La dirigente ha cominciato ad alzare la voce – racconta Valeria – e rivolgendosi direttamente a mia nipote le ha detto che se non me ne fossi andata non le avrebbe permesso di fare l’esame. Ho provato a protestare, ma di fronte alla minaccia ho preferito allontanarmi. La cosa che più mi ha ferito è stato il fatto di essere trattata peggiodi un animale. Non ho chiesto assistenza, ho solo chiesto di poter aspettare mia nipote all’interno della scuola per non dover attendere da sola in mezzo ad una strada". Francesco Cafaro, presidente della Sezione Uici di Salerno, ha inviato una lettera alla dirigente, ad oggi ancora senza risposta, nella quale si chiede conto del comportamento e si ricorda che "la convenzione Onu è stata approvata per condannare la discriminazione e che le scuole dovrebbero essere luogo di accoglienza esolidarietà". "Siamo esterrefatti – dichiara il presidente nazionale dell’Uici MarioBarbuto – quanto accaduto a Valeriapurtroppo non è che l’ultimo, in ordine di tempo, di numerosi casi di discriminazione che la cronaca quotidianamente ci riporta nei confronti di noi disabili. Serve un’azione convinta di denuncia, affinché non si possano più ripetere questi gravissimi episodi.Non possiamo più tacere, è tempo oramai di fare nomi e cognomi e di pretendere risposte e scuse pubbliche".

Rossella Liguori

 

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