Va in caserma e si fa arrestare: “Non voglio più drogarmi”

Redazione
Da Redazione febbraio 23, 2017 10:37

Va in caserma e si fa arrestare: “Non voglio più  drogarmi”

“Arrestatemi, non voglio più fare uso di droga”. E’ la richiesta fatta alla stazione dei carabinieri di Angri, due giorni fa, da parte di un uomo di 32 anni, poi comparso davanti ai giudici del tribunale di Nocera Inferiore per direttissima. L’uomo, afflitto da un problema di tossicodipendenza, si era diretto alla caserma per fornire indicazioni sulla droga che aveva in casa e – implicitamente – per chiedere anche un aiuto per non farne più uso, pena lo sfascio del suo nucleo familiare. “Sono settimane che ho deciso di riprendere a spacciare coca e crack – ha detto – e per i guadagni che ho fatto, ho ripreso anche a farne uso. In grosse quantità, ma ora non sto più bene. Voglio disintossicarmi”. Sottoposto in precedenza agli arresti domiciliari, per il 32enne è stato disposto l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria. L’uomo ha spiegato di dover badare a cinque figli, oltre che alla moglie e ad un ex compagna. I carabinieri, prendendo per buono quanto riferito da quella persona, hanno deciso a quel punto di eseguire una perquisizione domiciliare in casa sua.

Nell’appartamento gli hanno trovato diciotto dosi di crack e sette di cocaina nascoste in un pacchetto di sigarette e in un portadocumenti. Alla richiesta di fornire indicazioni su dove si rifornisse, l’uomo ha spiegato di prenderlo a Boscoreale, ai confini con Scafati. Senza dire altro, “per paura di ritorsioni”. A chi invece comprava droga da lui, ha spiegato di spacciare dosi di crack per venti euro (comprandolo a quindici) e cocaina (a cinquanta euro ma pagandola trenta). Dietro la sua “confessione”, c’era il tentativo di salvare e preservare il suo nucleo familiare. “Mia moglie vuole che smetta, altrimenti mi abbandonerà. La scorsa notte ho assunto diverse dosi di crack e, all’improvviso, ho notato che perdevo sangue dal naso. Mi sono sentito male”. Al termine dell’arresto e convalida del fermo, il giudice ha fissato udienza per la sentenza il prossimo 15 marzo. E’ assistito dall’avvocato Michele Avino. Ha precedenti per furto, porto d’armi e in materia di stupefacenti. Fonte: Il Mattino

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