Traffico di droga dall’Ecuador alla Campania: a gestirlo il boss sulla sedia a rotelle | ecco volti e nomi

Redazione
Da Redazione aprile 28, 2016 11:17

Traffico di droga dall’Ecuador alla Campania: a gestirlo il boss sulla sedia a rotelle | ecco volti e nomi

DrogaNonostante fosse agli arresti domiciliari e costretto su una sedia a rotelle, in seguito a un agguato subito a metà degli anni ‘90, aveva assunto le redini del clan Tamarisco di Torre Annunziata, gestendo un milionario traffico di sostanze stupefacenti in arrivo dal Sud America. È quanto emerso nel corso delle indagini dei finanzieri del Gico di Napoli che, coordinati dalla Dda partenopea, hanno condotto 22 persone in carcere, rinchiuso sette indagati agli arresti domiciliari ed eseguito cinque obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

Due i gruppi di narcotrafficanti smantellati nel corso del blitz, il primo dei quali faceva capo al clan detto dei “Nardiello”, attivo nell’area oplontina e nell’agro-nocerino-sarnese, storicamente leader nel settore del traffico internazionale di droga e capeggiato dai fratelli Domenico, Francesco e Bernardo Tamarisco. Il clan era stato pesantemente colpito negli ultimi anni con l’arresto del boss Francesco, avvenuto nell’aprile 2014 – ricorda in una nota il procuratore aggiunto, Filippo Beatrice – e poi condannato a dieci anni e otto mesi di reclusione. Anche l’altro fratello, Domenico, è stato per lungo tempo lontano dalle dinamiche criminali del clan, avendo appena finito di scontare una lunga condanna per traffico di droga.

Le redini dell’organizzazione erano attualmente nelle mani del terzo fratello, Bernardo, costretto su una sedia a rotelle. L’uomo faceva affari in collaborazione con il cognato, Vincenzo Langiano, e l’intermediazione presso i cartelli fornitori del broker Salvatore Iavarone, residente in Ecuador. Proprio l’installazione di una microspia nell’abitazione fortino dei Tamarisco ha consentito di individuare quel luogo come il quartier generale dell’associazione al cui interno si svolgevano le riunioni operative più importanti finalizzate a organizzare e coordinare le trattative per l’acquisto, l’importazione e la successiva commercializzazione della droga sul territorio campano.

Il clan – rileva la procura antimafia – era riuscito a diversificare i propri canali di approvvigionamento della droga entrando in affari con altre due organizzazioni di narcotrafficanti con basi logistiche, in Ecuador e in Colombia. La cocaina veniva spedita via mare dai porti del Sud America, in particolare da quello di Guayaquil, a quello di Salerno dove l’organizzazione poteva contare sull’appoggio di alcuni operatori addetti alla movimentazione delle merci per il recupero e la successiva consegna delle partite di droga occultare all’interno dei containers. Il sodalizio aveva avviato rapporti commerciali anche con un’importante cosca della ‘ndrangheta della fascia jonica-reggina finalizzata all’acquisito di partite di cocaina.

ECCO TUTTI GLI ARRESTATI: Autiero Giancarlo  57 anni in carcere; Barbella Vincenzo 70 anni in carcere; Cirillo Antonio 41 anni in carcere; Civale Salvatore 41 anni  in carcere; Cortese Giovanni  35 anni domiciliari; Corvino Pasquale 49 anni in carcere; Da Rold Paolo Domenico 39 anni in carcere; De Maria Alfredo 66 anni domiciliari; Ferace Salvatore 66 anni domiciliari; Fiorente Alfonso 47 anni domiciliari; Iavarone Gennaro (6-1976) 39 anni in carcere; Iavarone Gennaro (8-1976) 39 anni obbligo di firma; Iavarone Salvatore 66 anni in carcere; Langiano Vincenzo 43 anni in carcere; La Mesa Alessandro 56 anni obbligo di firma; Liccardi Antonio 75 anni in carcere; Matrone Francesco 42 anni in carcere; Pagano Michele 31 anni in carcere; Perlingieri Biagio 33 anni in carcere; Petovsky Marian 46 anni in carcere; Renato Angelo 56 anni domiciliari; Rispoli Matteo 39 anni in carcere; Romano Antonio (10-1984) 32 anni in carcere; Romano Antonio (3-1991) 25 Anni obbligo di firma; Romano Sergio 50 anni domiciliari; Russo Enrico 42 anni in carcere; Russo Pasquale 32 anni obbligo di firma; Scuotto Claudio 41 anni in carcere; Scuotto Davide 43 anni in carcere; Scuotto Pasquale 32 anni domiciliari; Tamarisco Bernardo 44 anni in carcere; Tamarisco Domenico 43 anni in carcere. Il FattoVesuviano

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