Tasse ricostruzione, Comune rischia il dissesto

Redazione
Da Redazione marzo 15, 2018 09:51

Tasse ricostruzione, Comune rischia il dissesto

L’Agenzia delle Entrate chiede 5 milioni di euro al Comune, sulla ricostruzione post frana, che rischia il tracollo. Il caso arriva a Palazzo Chigi. “Ho constatato che a Roma nessuno era a conoscenza del problema, ma abbiamo imboccato la strada per la risoluzione certa”. Così il vice sindaco, Gaetano Ferrentino, con delega alla ricostruzione post frana del 5 maggio 1998, appena dopo l’incontro istituzionale per portare all’attenzione la paradossale vicenda che riguarda gli atti di trasferimento dei suoli espropriati ai privati, per costruire le opere di messa in sicurezza. E’ su questi documenti che l’Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento per l’imposta di registrazione non versata sia ad Arcadis che al Comune, quale responsabile in solido. Si tratta di oltre 1000 euro ad avviso. Una somma che, moltiplicata per migliaia di espropri, arriva ad una richiesta che sfiora i 5 milioni di euro. Ora le strade per evitare il dissesto per il Comune sono due: una nota interpretativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze e una circolare dell’agenzia dell’entrate; oppure un trasferimento di 5 milioni a copertura della spesa. “A Roma non sapevano nulla della questione, nemmeno l’agenzia dell’entrate centrale ne era a conosceva. – ha spiegato Ferrentino – Si è preso atto della rilevanza della questione. Due sono le strade con le quali ci siamo lasciati: l’impegno è di risolvere con una nota interpretativa del Mef e una circolare dell’agenzia dell’entrate, che è strada immediata; l’alternativa è con un trasferimento di 5 milioni a copertura della spesa, ma per questo occorre attendere la legge di stabilità e tempi più lunghi. In pratica, il nostro Comune, in solido con la Regione, è esposto per cinque milioni di euro perché l’Agenzia delle Entrate non applica un regime fiscale straordinario per gli atti che completano le procedure espropriative, nate circa venti anni fa. Una questione vecchia, mai seriamente affrontata, e che, ora, a maturazione, è diventata rischiosa. Non si possono chiedere tasse per atti di Protezione civile iniziati dal Governo attraverso il suo commissariato e mettere in pericolo le casse di una città”.

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Da Redazione marzo 15, 2018 09:51

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