Stupro di gruppo, i Magistrati vogliono ascoltare la vittima

Redazione
Da Redazione settembre 23, 2016 10:27

Stupro di gruppo, i Magistrati vogliono ascoltare la vittima

La Procura dei minori di Salerno ha chiesto l’incidente probatorio sullo stupro di gruppo commesso da cinque giovanissimi a danno di una quindicenne di Sarno. Un episodio che il 26 giugno scorso, stravolse l’intera comunità di San Valentino Torio. La richiesta dei sostituti Antonella Ciccarella e Angelo Frattini è in attesa di essere accolta dal gip, con la prima data disponibile. I magistrati vogliono sentire la ragazza per ottenere una testimonianza affidabile e cristallizzare le accuse nei confronti dei cinque minori, oltre a preservare la stessa vittima dallo stress giudiziario di un processo e scongiurare il pericolo di una qualche amnesia infantile che ne possa pregiudicare i ricordi. Dei cinque accusati, solo uno è uscito dal carcere, finendo ai domiciliari. Seppur abbia abusato – ma in forma lieve – della ragazzina, fu anche l’unico ad aiutarla. Circostanza che spinse il gip ad una misura meno severa. Diverso il discorso per gli altri quattro, tutti rinchiusi nel carcere minorile. Giorni fa, la stessa Cassazione ha rigettato il ricorso di due legali che avevano chiesto la scarcerazione per due dei loro assistiti. L’incidente probatorio, oltre a formare la prova valida per il processo, permetterà agli avvocati difensori di rivolgere domande alla vittima. Il caso resta delicato e non privo di sorprese. Tra queste, la rinuncia al mandato di due dei legali che fino a pochi giorni fa assistevano due dei minori indagati. Quella sera, la vittima giunse nei pressi della villa comunale di San Valentino per incontrare le amiche. Dopo un po’, si fermò a parlare con uno dei cinque del gruppo. Poi ne giunsero altri due (con uno c’era un rapporto di conoscenza) che la costrinsero con la forza a scendere nel parcheggio sotterraneo di un supermercato. Lì si consumò lo stupro «in immediata sequenza» – dirà il giudice – per quasi 50 minuti. La minore fu «soggiogata» e messa nelle condizioni di non poter reagire ad una violenza che fu «premeditata». Sul comportamento del branco, il Riesame di Salerno fu categorico: «Disprezzo e cinica indifferenza per la vittima e per il suo disagio». E nel giustificare il carcere, disse: «Solo una revisione critica dell’accaduto, unitamente ad una sincera e meditata resipiscenza, all’esito di un percorso rieducativo da svolgersi in ambito custodiale, potrà consentire una rivalutazione prognostica in senso più favorevole». Davanti al gip, i ragazzi ammisero la violenza, aggiungendo però che vi fosse stato il consenso della ragazza. Un aspetto smentito dai video di sorveglianza e dai referti medici, oltre che dai giudici. Fonte: Il Mattino

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Da Redazione settembre 23, 2016 10:27

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