Sanremo 2015 – conosciamo i Big. Alex Britti: “Un attimo importante”

Redazione
Da Redazione gennaio 26, 2015 11:08

 

Tanto di lui e della sua musica lo annuncia il suo volto: i tratti severi, lo sguardo inafferrabile, il sorriso contagioso. “Perché sono figlio unico, sono abituato a star da solo, non cerco e non ho mai cercato il sostegno del gruppo”: Alex Britti è un chitarrista e un autore solista, fiero, deciso. Un chitarrista fuori dal comune lo è sempre stato, sin da giovanissimo, da quando attraversava l’Europa insieme a grandissimi del Blues quali Rosa King, Buddy Miles e Billy Preston. Ora, a 46 anni, racconta serenamente di quegli inizi difficoltosi, quando suonava come musicista anche per poter sbarcare il lunario, perché come cantautore non riusciva a farsi ascoltare. Ma caparbio com’è Alex non ha mai mollato e nel 1997 è arrivato il contratto con la Universal Music e la pubblicazione di due singoli prima – Quello che voglio e Solo una volta (o tutta la vita) – e del primo album poi, It.pop. Ne consegue il successo popolare unito ai primi riconoscimenti della critica: It.pop è triplo disco di platino, mentre “Musica e Dischi” lo proclama miglior debutto discografico dell’anno. Nella scaletta dell’album due canzoni che stigmatizzano la cifra stilistica del cantautore romano: Gelido, una ballad bluesy, dal ritmo inalterato, ripetitivo e sensuale che poggia su un testo spezzato, composto da frasi brevi, una canzone che sfugge alle etichette, ‘un discorso difficile da guidare’, che quasi si contrappone alla stessa Solo una volta (o tutta la vita): un pezzo solare, divertente, leggero. L’anno successivo il PIM (Premio Italiano della Musica) lo proclama “miglior artista esordiente” e nel 1999 la sua Oggi sono io vince tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo: ad affermarsi è il lato più introspettivo, posato della sua anima artistica, con una canzone che, due anni dopo, sarà reinterpretata da un mostro sacro della musica italiana: Mina (“ancora non mi sono abituato a sentirla cantare da lei, ancora mi prende un colpo ogni volta!” racconta schivo e sincero). Una rapida successione di eventi e di successi: il Pavarotti & Friends (dove suona anche come chitarrista di Joe Cocker e Pavarotti), il tour “Sulla spiaggia” con Corrado Guzzanti, la pubblicazione dell’album La vasca (2000 Universal Music), grazie al quale, per la prima volta in Italia, un artista scalza se stesso al primo posto dell’airplay radiofonico: il primo singolo estratto – Una su 1.000.000 – cede infatti il primo posto in classifica alla title-track La vasca. E ancora un nuovo Festival di Sanremo con Sono contento, il Palavasca e il triplo platino per questo suo secondo album. Tra tanti successi plateali, da titolone, uno più intimo, meno sfacciato degli altri ma che forse ha lasciato un segno più profondo: quando ha potuto ascoltare il piano e la voce di Ray Charles venir fuori dal suo monitor – proprio dal suo, quello di Alex! – che ha suonato un assolo per The Genius sul palco dell’Ariston a Sanremo, dove Charles era ospite e interpretava una versione inglese di Nel Blu dipinto di blu. Alex è sempre e prima di tutto un chitarrista, un musicista che deve mettersi alla prova e scoprire nuove cose di sé e della sua fida Martina (una delle sue prime chitarre, una Martin, appunto) ogni volta che sale su un palco. Non sorprende quindi che per promuovere 3 (2003 Universal Music), il terzo album in studio (preceduto dalla terza partecipazione festivaliera con il brano 7000 caffè) abbia scelto la lunghissima tournèe “Kitarra, voce e piede” nella quale – solo sul palco –  reinventa, colora, stravolge il suo repertorio con l’aiuto di microfoni e campionatori. Ha sorpreso in tanti, invece, la pubblicazione di Festa (2005 Universal Music), un album molto più acustico ed autorale rispetto ai precedenti, nel quale si respira maggiormente la matrice blues e jazz della formazione musicale di Alex, ricomposta, rivestita con la cura artigianale d’un sarto. Ma Festa è anche il disco nel quale raccontare in modo accorato e diretto la nostra quotidianità fatta di ‘vite in salita’ e sogni infranti. Si fanno più numerose poi le collaborazioni eccellenti: da quella con Geoff Westley, produttore di fama internazionale, col quale arrangia …Solo con te, canzone con la quale concorre al Festival di Sanremo 2006, a quella con un mito personale della sua infanzia, Edoardo Bennato, col quale scrive e interpreta Notte d’estate e con il quale è in tour nel 2007. Dopo la pubblicazione dell’ Mtv Unplugged (2008 Universal Music), – una rivisitazione completamente acustica del suo repertorio -, divertente, appassionante, elettrizzante è la registrazione di .23 (2009 Universal Music). Con Alex in studio ci sono infatti musicisti straordinari quali Darryl Jones – bassista di Miles Davis, Eric Clapton e degli Stones -, Davide Rossi – violinista e arrangiatore di Brian Eno, Robert Fripp e Cold Play- , Paco Sery – batterista di Joe Zawinul-, ed anche Bob Franceschini – sassofonista, tra gli altri, di Mike Stern – e Cecilia Chailly – arpista di De André e Mina-. .23 è un disco nel quale sono protagonisti i paesaggi, da quelli familiari e chiassosi della sua Roma, a quelli sognati di una Betlemme stellata o di una Berlino bombardata, da quelli piovosi d’un autunno difficile da vivere a quelli sovraffollati nel ‘giorno che sa di buono’ come nella ‘notte che sa di menta’. Nel 2011 esce Immaturi, colonna sonora del film omonimo di Paolo Genovese. La canzone è inserita nel Best of pubblicato lo stesso anno dalla Universal Music, seguito dal Best of Video Collection. Ancora nel 2011 la Rizzoli dà alle stampe Nelle mie corde, un libro/dvd nel quale Alex racconta le sue passioni musicali e svela qualche trucco chitarristico (“qualche”, sottolinea lui stesso con sorriso sornione). Nel 2012 una vecchia amicizia – artistica e privata – diventa finalmente un tour: è “Mo better blues”, progetto strumentale che lo vede musicista insieme al grande sassofonista Stefano Di Battista. È in studio che nasce anche l’idea della “Jimi Hendrix Experience”, un tributo ad una leggenda della musica, suonato in trio con Mel Gaynor e Ged Grimes, batterista e bassista dei Simple Minds. Ed è anche con Mel che Alex ha registrato Bene così (2013 It.pop, distrib. Artist First), il nuovo album di inediti uscito nel giugno 2013, anticipato in radio dal singolo Baciami (e portami a ballare). Gli affetti privati, le “banali concretezze appese a un filo di malinconia” e il desiderio di andare avanti in “questo mondo di matti”, la necessità di trovare sempre uno slancio nuovo, un nuovo sogno che ci spinga oltre: Bene così è un disco molto più immediato dei precedenti. Osservazioni, pensieri, stati d’animo raccontati in modo semplice e diretto, suonato con la grinta di sempre. I tre singoli estratti – oltre a Baciami e la title track, Senza chiederci di più, scritta insieme all’amico Federico Zampaglione – sono nella top chart dei maggiori network radiofonici per mesi. In ottobre tiene il suo primo concerto solista a Londra, registrando il tutto esaurito. In occasione della partecipazione al “Concerto di Natale 2013” – andato in onda il 24 dicembre su RAI2 -, Britti incontra e duetta con Patti Smith, una leggenda del rock. La sua chitarra continua ad affascinare e far proseliti, continua a svelare suoni ed emozioni nuove; così il tour successivo è “Chitarra voce e piede”: ancora concerti tutti sold out per uno spettacolo che vede Alex nuovamente solo sul palco; l’estate successiva sorprende, invece, con un tour molto rock, elettrico e potente. Nel dicembre 2014 Alex Britti è selezionato a “Sanremo 2015 – 65° Festival della Canzone Italiana” con il brano Un attimo importante.

 

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