Samuele Esposito: campione sul ring e nella vita. Ecco cosa ha fatto…

Redazione
Da Redazione febbraio 4, 2017 15:20

Samuele Esposito: campione sul ring e nella vita. Ecco cosa ha fatto…

“Samuele, va’ e ripara la tua Chiesa”

La foto di Samuele Esposito che aggiusta i sedili della tribuna dello “Squitieri” è l’immagine dello sport locale che va serbata di più. Questa foto vale molto più di mille parole e di mille vittorie per l’alto valore didattico che esprime. Nel rapporto tra Davide e Golia ha vinto ancora il mingherlino che, grazie a un semplice gesto, ha riassunto il lato positivo dello sport che va tramandato e insegnato nelle scuole. Gli incidenti della finale Portici-Ebolitana, semmai ve ne fosse stato bisogno, mostrano ancora una volta che il calcio è malato e comincia ad essere malato fin dal dilettantismo per la sua pesante e crudele perdita di umiltà. Lo sport più seguito è quello più malato e che più ha bisogno di un rinnovamento culturale per riscoprire la grande bellezza dello stare insieme. È significativo che, a Sarno, l’atleta che ha raggiunto i picchi più alti nello sport, abbia, per destino, riparato i danni degli scalmanati. Samuele è stato campione nazionale ed internazionale. Ha portato la città sul tetto d’Europa, ma ha conservato la sua umiltà e, soprattutto, vive del suo lavoro. Lo sport povero soccorre il ricco. Il calcio è ricco già dalla terza categoria e si parla di “rimborsi spese”, anche pretesi, dove non cene dovrebbero essere. Sarà pure un paragone blasfemo, ma questa foto ricorda il famoso “Francesco, va’ e ripara la tua Chiesa”. Questa foto, associata alle immagini del post partita della finale di Coppa Italia Dilettanti, andrebbe distribuita nelle scuole per aprire lo squarcio a tante riflessioni, anche se parla da sola. E’ un caso, forse, che Samuele sia stato sulla tribuna, ma il caso gioca con le vite degli uomini. È la rivincita dei cosiddetti sport minori che, soprattutto in provincia, nonostante i titoli, sono trascurati, passano nell’ombra. Eppure, costano tanti sacrifici. Enormi. Più del calcio. Perché essendo poveri, quasi sempre vanno coniugati con la giornata di lavoro. E diventano più faticosi ancora. Samuele ne è testimone. Ma prima di lui, lo era stato Salvatore Caiazza, centometrista, detentore per anni del record regionale dei 100 metri. Di altissimo livello, fu riserva della staffetta 4×100 alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992. Scuola, lavoro, spostamenti per allenarsi. In silenzio, con umiltà e sacrifici, mentre, un modesto calciatore di Prima categoria, nella sua città, ha più visibilità e resta di più nella memoria collettiva. Soldi non ne parliamo proprio. E allora è arrivato il momento di ridimensionare tutto? Una partita di calcio muove soldi, persone e interessi, accende i riflettori delle forze dell’ordine costrette ad alimentare con uomini e risorse uno spettacolo che, ormai, si è impoverito. Soprattutto sui campi di periferia, dove diventa sempre più difficile portare le famiglie. E’ apprezzabile che la sarnese, per volontà del presidente Francesco Origo, vinca o perda, vada ad applaudire le tifoserie avversarie prima e dopo la partita. Un gesto di grande fair play. Ma non basta. L’inversione culturale è necessaria nello sport che primeggia per investimenti pubblici oltre che privati. Perciò, con questa foto, Samuele ha dato uno schiaffo ad una intera città che, in carriera, lo ha trascurato, come ha trascurato tanti. Lo sport è altro e Samuele ne ha incarnato le idee più pure e alle quali ricorrere per riparare una straordinaria crisi di valori. “Samuele va’ e ripara la tua Chiesa”, sperando che, ora che i guantoni sono appesi, ci sia attenzione maggiore nei tuoi confronti”.samuele

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