Salta ancora l’accordo: acqua a rischio

Redazione
Da Redazione dicembre 1, 2014 13:33

E’ saltato ancora l’accordo tra Ato3, Gori e Regione Campania e restano in bilico i 14 lavoratori licenziati della centrale di sollevamento acque di Sarno. “La Regione ha fatto una legge che non applica – tuona Giovanni Ferraioli della Femca – Bisogna trasferire la gestione”.  Persiste lo stato di assemblea permanente e di presidio della centrale di Mercato Palazzo in via San Giovanni. I 14 operai hanno ricevuto la lettera di licenziamento lo scorso settembre, inviata dalla P.G. Costruzione S.r.l., la società affidataria della gestione della captazione dell’acqua che ha ricevuto, dalla Prefettura di Caserta, un’interdittiva antimafia, ed ha dovuto quindi lasciare l’appalto avviando i licenziamenti. Da mesi si sta cercando di mettere insieme un tavolo tecnico per fare in modo che la gestione passi alla Ato3 ed i lavoratori siano assorbiti dalla Gori. Un intento messo più volte sul tavolo, avallato anche da normative, che però, pare sia proprio la Regione a bloccarne la messa in atto non dando l’ok. La protesta continua e più volte i lavoratori hanno minacciato di bloccare le risorse idriche. Così resterebbero a secco ben 76 comuni per un totale di 1 milione e 700 mila abitanti. “In piena autonomia  e responsabilità si stanno garantendo i servizi minimi essenziali  nonostante i licenziamenti.- spiega Ferraioli – Ma sono necessarie azioni concrete in breve tempo data la condizione che è venuta a determinarsi da mesi”. La Cgil e la Cisl della Campania, unitamente a Fiom, Femca e Fim, stanno seguendo la vicenda ed hanno già inviato solleciti. “La Regione Campania – si legge nell’ultima nota – dopo l’approvazione della legge regionale n. 16/2014 (31 Luglio u.s.) non è stata in grado di avviare le procedure previste dalla stessa per trasferire la gestione delle opere regionali e dei lavoratori addetti, agli Ato competenti per territorio ed ai gestori già esistenti. In questo modo si continua a praticare la logica degli affidamenti a privati. La ditta che gestisce la centrale di Mercato Palazzo, dopo aver rinunciato all’affidamento anche ai sensi della normativa antimafia, ha licenziato tutti i 14 lavoratori addetti all’impianto e la Regione Campania, unitamente all’Ato3, non ha ancora trovato la soluzione che salvaguardare i 14 posti di lavoro”. Rossella Liguori

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