Rubavano merce e facevano sparire i camion. Gli arrestati tra Sarno e Napoli sono…

Redazione
Da Redazione aprile 26, 2016 08:26

Rubavano merce e facevano sparire i camion. Gli arrestati tra Sarno e Napoli sono…

E’ stato sgominato, questa mattina all’alba,  un sodalizio criminale che, attraverso l’utilizzo di società di trasporti fasulle e, adoperando i nomi di società esistenti, derubavano carichi di merce che non veniva mai recapitata al legittimo destinatario per poi rivenderla a prezzi inferiore in grossi centri di distribuzione o piccoli negozi

Dalle prime ore dell’alba il personale della polizia giudiziaria, aliquota polizia di Stato, in collaborazione con  personale della Questura di Salerno, Questura di Napoli, Questura di Milano, Questura di Napoli,  nonchè Commissariati di P.S. di Nocera Inferiore, C/mare di Stabia, S.Giuseppe Vesuviano, Torre Annunziata, in esecuzione di misure cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore, dott. Alfonso SCERMINO nel procedimento penale n.6688/12/21 R.G.N.R. e nr.4140/15 R.G. G.I.P. del 29.03.2016, ha proceduto all’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, nei confronti di:-

  1. VEZZI Gaetano, nato a Torre Annunziata (NA) il 28.04.1971
  2. GUADAGNO Umberto, nato a Sarno (SA) il 27. 12. 1975
  3. IULIANO Elvira, nata a Pagani (SA) il 13.1963
  4. SASSO Giovanni, nato  ad Ercolano (NA) il 06.11.1955 

 

ha proceduto all’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, nei confronti di:-

  1. PALUMBO Rosa, nata a Torre Annunziata (NA) il 22.04.1964
  2. NAPOLANO Pietro, nato a Pagani (SA) il 12.05.1968
  3. BUONAIUTO Luigi, nato a Sarno (SA) il 01.12.1974
  4. CALDIERI Gennaro, nato a San Valentino Torio (SA) il 25.07.1974
  5. D’ALEO Giuseppe,  nato a Mazara del Vallo (TP) il 05.01.1972
  6. GIORDANO Gerarda, nata a Nocera Inferiore (SA)  il 19.10.1983
  7. GUADAGNO Raffaele,  nato a Sarno(SA) il 19.10.1983
  8. GUADAGNO Luigi,  nato a Sarno (SA) il 21.06.1983
  9. MONTELEONE Pietro, nato a Palma Campania (NA) il 23.02.1963
  10. ORIUNDO Domenico, nato a Sarno (SA) il 05.05.1978
  11. QUARTUCCIO Vincenzo,  nato a Torre Annunziata il 10.05.1976
  12. SORVILLO Enzo nato a Nocera Inferiore il 01.10.1990
  13. SPIGA Giuseppe, nato a Poggiomarino (NA) il 25.06.1958
  14. TERRACCIANO Salvatore, nato ad Angri (SA) il 04.01.1967
  15. VIOLA Domenico, nato a Como il 27.12.1975
  16. VITIELLO Vittorio,  nato a Torre Annunziata (NA)  il 22.10.1952

 

ha proceduto all’applicazione della misura cautelare del’’obbligo di dimora, nei confronti di:-

  1. ATTANASIO Antonio,  nato a Boscoreale (NA)  il 10.05.1967
  2. NAPPO Luigi, nato a San Giuseppe Vesuviano (NA) il 09.04.1972
  3. ALIBERTI Angelo Raffaele nato a Poggiomarino (NA) il 01.10.1964
  4. FIORE Severino, nato a Pompei (NA) il 19.04.1970
  5. RUMMO Raffaele, nato a Napoli il 19.05.1968
  6. VASSALLO Fabrizio, nato a Salerno il 29.10.1972
  7. VASTOLA Francesco,  nato a San Valentino Torio il 09.02.1976

ha proceduto all’applicazione della misura cautelare del’’obbligo di dimora, nei confronti di:-

  1. AULETTA Rosalba,  nata a Torre Annunziata (NA)  il 11.12.1985
  2. DI DONATO Anna, nata in Germania il 01.07.1977         

nonché all’esecuzione del sequestro preventivo di numerosi beni mobili, tra cui 39 automezzi pesanti  e semirimorchi utilizzati nella attività illecita.

Infine, sono stati deferiti alla A.G. ulteriori 38 (trentotto) soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati a loro ascritti. Il sodalizio criminoso si è reso responsabile dei delitti p. e p. dagli artt.110 -81 cpv 61 n.7 – 416 – 640 – 485 – 489 – 494 – 646 – 648 – 378 perché, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, si associavano tra loro, per commettere molteplici reati in danno di svariate aziende operante sul territorio nazionale ed internazionale, mediante l’utilizzo di società di trasporto fittizie adoperando le credenziali di società di trasporto effettivamente esistenti accreditate sui borsini di trasporto denominati “Teleroute” “Timocom” “ Cargoagent”etc., attraverso l’utilizzo di posta elettronica, artatamente creati, si aggiudicavano trasporti di merce che non veniva mai recapitata al legittimo destinatario, e rivendendo i predetti carichi attraverso una fitta rete di ricettatori che operavano su tutto il territorio nazionale ed internazionale.

Gli uomini della polizia di stato, hanno portato alla luce l’operatività criminale del gruppo, organizzato in più compagini associative, che, muovendosi sull’intero territorio nazionale — con riferimenti anche all’ estero-, si dedicavano con pervicace sistematicità e professionalità a truffe ed appropriazioni indebite nel settore del trasporto merci su strada per conto terzi ed elevato è stato il numero di episodi scoperti. Particolari e numerosi sono stati i sequestri operati da questo personale in San Valentino Torio, – merce di ogni genere – in Poggiomarino – merce di ogni genere ed in altre città d’Italia del valore commerciale complessivo di svariati milioni di euro. Le indagini hanno preso inizio da un’intercettazione telefonica in uso ad personaggio già dedito a fattispecie di reato della stessa indole, dalla quale emergeva che vi era altro sodalizio criminale operante nell’agro nocerino sarnese   che venivano  alla luce all’esito dell’attività d’indagine. Inizialmente rimanevano nell’ombra i veri responsabili ovvero i promotori dei sodalizi criminosi che operavano dietro i singoli reati, sodalizi che, dopo aver organizzato il delitto ed essersi appropriati della merce da trasportare, provvedevano successivamente a piazzare i beni trafugati rivolgendosi ad una fitta rete di  ricettatori compiacenti, capillarmente organizzati su tutto il territorio nazionale, se non affiliati. Questa indagine ha ricondotto a sistema i tanti reati satellite rilevati in giro per la penisola ed ascrivibili ai soggetti monitorati. All’esito di cooperazione tra diversi uffici di PG, incrocio di dati, intercettazioni telefoniche, raccolta di denunce e controllo mediante strumenti GPS di vari veicoli, e nello specifico quelli utilizzati per commettere le appropriazioni, appostamenti e pedinamenti di questo personale, si è riusciti a ricostruire l’esistenza di un fenomeno associativo aggressivo e pericoloso.  Rilevante è perciò il peso che la movimentazione su strada delle merci assume nel contesto socio- economico del nostro paese e dunque la gravità del danno cagionato agli operatori dalle condotte delittuose in contestazione. I gruppi di correi utilizzavano due meccanismi ben collaudati al fine di sottrarre le merci agli aventi diritto. Il primo consisteva nella utilizzazione delle credenziali di una ditta di trasporto realmente esistente per raccogliere la commessa e far proprio successivamente il carico.  Una volta entrati in possesso dei dati identificativi di una impresa realmente operante (partita Iva. numero di iscrizione alla camera di commercio, numero di polizza assicurativa, Durc etc.), gli indagati falsificavano ad hoc e li utilizzavano per i loro fini illeciti spacciandosi per i titolari.  Provvedevano a falsificarne la documentazione amministrativa e le polizze assicurative il tutto mentre l’ impresa (vera) era totalmente ignara della attività delittuosa in corso.Successivamente, acquisivano sui siti specializzati richieste provenienti dalle ditte committenti individuato il carico di interesse (in base al valore economico della merce ovvero in base alle richieste provenienti dagli abituali ‘ricettatori”). inviavano e-mail contenenti offerte particolarmente vantaggiose dal punto di vista economico, in modo da assicurarsi l’incarico per il relativo trasporto.  A questo punto, provvedevano ad inviare alla ditta committente la falsa documentazione amministrativa ed assicurativa ed a comunicare il nominativo dell’autista compiacente nonché la targa del veicolo utilizzato per il trasporto, anch’essa spesso oggetto di preventiva alterazione. Dopo aver ricevuto la merce per il trasporto, l’autista anziché portarsi alla destinazione per lo scarico, spariva con il carico,   così come si rendevano irreperibili tutti i referenti della (falsa) azienda che aveva operato. Si trattava, come è evidente, di modalità operative particolarmente insidiose, in quanto non consentivano alle ditte committenti, in sede di preventivo controllo, di rendersi conto della condotta truffaldina posta in essere in loro danno.  Gli accertamenti pur diligentemente effettuati sulla documentazione trasmessa all’ atto dell’affidamento dell’incarico davano, infatti, esito generalmente positivo, dal momento che — per effetto della spendita del nome dell’impresa donata – la ditta di trasporto cui erano affidati i beni risultava apparentemente in regola e, per giunta,  affidabile, in quanto operante sul mercato da molti anni. Il secondo meccanismo utilizzato per la commissione dei reati consisteva nella creazione di ditte di trasporto ad hoc, da utilizzarsi per le illecite appropriazioni. I malfattori intestavano l’impresa a prestanomi pienamente inseriti nel contesto associativo ( “NAPOLANO TRASPORTI” di NAPOLANO Pietro Molinella (BO),   “SPEED TRASP” di Piccolo Gennaro Bassano del Grappa (VI), “PALUMBO Trans” di PALUMBO Rosa, Angri (SA), LTD Napoli, SA.TE. Angri (SA)  e predisponevano la documentazione amministrativa ed assicurativa necessaria per la formale iscrizione e per l’assegnazione della relativa partita IVA.
Per il resto, il sistema era il medesimo analizzato nella ipotesi precedente, con sede logistica ed operativa in San Valentino Torio (SA)  : si intercettavano le richieste provenienti dalle ditte committenti (ovvero dalle ditte di trasporto prime affidatarie del carico); ci si accaparrava il carico attraverso offerte particolarmente vantaggiose dal punto di vista economico; alla fine si impadroniva della merce, mediante autisti sodali alla organizzazione e veicoli provvisti di targhe e di documenti di circolazione talvolta anche contraffatti. Gli associati erano ben consapevoli che nel giro di poco tempo la notizia della attività abusiva posta in essere con una certa denominazione di impresa si sarebbe diffusa tra gli operatori del settore. Ma tale circostanza non era di ostacolo al perseguimento dei fini illeciti, dal momento che occorrevano alcuni mesi prima che il nominativo della ditta di trasporti fosse inserita nell’elenco delle ditte non affidabili dal punto di vista commerciale. Ed in tale arco temporale, considerando la frequenza con la quale venivano consumati i reati, l’associazione poteva mettere a segno numerosissimi colpi, realizzando così ingentissimi guadagni.Le indagini proseguono al fine di determinare gli ulteriori sviluppi in corso.

 

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