Risarcimenti frana – A Roma si discute a Salerno si bloccano le udienze

Redazione
Da Redazione gennaio 12, 2016 13:57

Risarcimenti frana – A Roma si discute a Salerno si bloccano le udienze


Sui risarcimenti si cerca di porre rimedio all’emendamento definito una beffa da più parti, ed intanto sulle udienze i giudici non si pronunciano e rimandano tutto. La modifica la si attuerà con un decreto legge o un emendamento ulteriore, anche se ci sono pochi margini di cambiamento a quanto approvato. Ieri, una strana coincidenza, consumatosi ad una distanza di circa 300 chilometri: mentre a Roma si discuteva per cercare di modificare l’emendamento per il risarcimento ai familiari delle vittime che, così come concepito dal Pd sarnese insieme ai deputati democratici, in realtà non risarcisce tutti e dichiara estinti i contenziosi; a Salerno, nelle aule del tribunale civile, si svolgeva l’udienza per il giudizio di quantificazione su uno di quei procedimenti che proprio quello stesso emendamento dichiara chiusi. Una concomitanza particolare per la prima udienza dopo l’approvazione della legge di Stabilità 2016 con all’interno il documento che salva il Comune di Sarno da un possibile dissesto finanziario facendo in modo sia lo Stato ad accollarsi le spese, ma risarcendo meno della metà delle 200 parti civili costituitesi, stabilendo un costo di 100 mila euro per tutti, lasciando fuori figli, nipoti, fratelli e sorelle. Ieri, a Salerno, per la causa di Salvatore Galluzzo che nella frana del 5 maggio 1998 ha perso la moglie ed i tre figli, il giudice non se l’è sentita di pronunciarsi, né tantomeno di dichiarare estinto il procedimento dinanzi alle eccezioni sollevate dai legali, il penalista Antonio Carrella ed il civilista Giuseppe Mauriello. “Abbiamo fatto rilevare i profili di incostituzionalità dell’emendamento approvato nella Finanziaria, – ha spiegato Carrella –  noi sosteniamo che la norma non si applichi ai giudizi in corso. Dopo queste eccezioni il giudice si è riservato rinviando la causa”. I magistrati salernitani non si pronunciano, pare abbiano intenzione di discuterne col presidente del Tribunale per poter poi adottare la stessa linea decisionale. Una vicenda complessa, delicata nella quale in molti sono in difficoltà. Si prende tempo nella speranza che da qui a qualche mese si possa chiarire la vicenda e soprattutto prendere in considerazione le proposte di modifica presentate ieri a Roma, al Dipartimento di Protezione Civile. Un incontro per mettere sul tavolo tutte le criticità spuntate all’atto dell’approvazione, tra il sindaco di Sarno e presidente della provincia di Salerno, Giuseppe Canfora, il vice presidente della commissione bilancio della Camera dei Deputati, Edoardo Fanucci, i deputati Tino Iannuzzi e Simone Valiante, il capogruppo del Pd sarnese, Roberto Robustelli, e Carmelo Catalano dell’associazione Rinascere – Vittime della frana del 5 maggio 1998. Il vero problema è nel comma quater dell’articolo 245 – vicies della legge di Stabilità . La prima manovra da attuare è cancellare quelle due righe che sono una pietra tombale su anni di procedimenti e di condanne all’ex sindaco, al Comune di Sarno, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell’Interno. “I contenziosi aperti sono dichiarati estinti dall’entrata in vigore della legge”. “Abbiamo avanzato la proposta di modificare la normativa per renderla conforme ai canoni di uno stato di diritto. – ha spiegato Catalano – Abbiamo visto la disponibilità ora bisogna capire la fattibilità”.

 

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