Rapina al market di Ottaviano: Pasquale Prisco chiamò in caserma subito dopo il raid

Redazione
Da Redazione aprile 8, 2015 13:43

Prima di partire all’inseguimento dei rapinatori-carabinieri che avevano effettuato il raid nel suo supermercato, Pasquale Prisco, il commerciante ucciso con un colpo di pistola proprio da uno dei due malviventi, telefonò alla caserma dei carabinieri di Ottaviano per denunciare l’accaduto.

Chiamò alle 13: 08, cioè pochi minuti dopo la rapina, e fece il numero del centralino della caserma, non il 112. A segnalarlo sono i due legali della famiglia Prisco, gli avvocati Luca Capasso e Antonio Tomeo, che domani porteranno in procura a Nola il telefonino di Pasquale Prisco, dal quale si evince la telefonata effettuata: “Metteremo a disposizione degli inquirenti un elemento mai emerso finora, che riteniamo molto importante”, dicono i due avvocati, che aggiungono: “Questa novità fuga ogni dubbio circa l’operato delle vittime. Se i Prisco avessero avuto con loro delle armi non avrebbero mai telefonato ai carabinieri per denunciare la rapina”.

Il raid al supermercato Etè, a San Gennarello di Ottaviano, avvenne il 25 marzo: Jacomo Nicchetto e Claudio Vitale, carabinieri in servizio a Mestre e quel giorno in congedo, rapinarono circa 1400 euro e poi scapparono lungo la strada statale 268. Tre macchine, con a bordo i due fratelli Prisco, titolari del market, e altri dipendenti del negozio, li inseguirono fino a raggiungerli.

Sulla 268 si sviluppò una violenta colluttazione, culminata con la morte del 28enne Pasquale Prisco, ucciso dai colpi della pistola d’ordinanza di uno dei due carabinieri-malviventi. Qualche minuto dopo arrivarono le forze dell’ordine, allertati da una serie di telefonate: una di queste era stata fatta proprio da Pasquale.

Il Mattino.it

 

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