Protesta all’acquedotto. A rischio l’acqua per 1 milione e 700 mila abitanti

Redazione
Da Redazione ottobre 1, 2014 11:13

Lettera di licenziamento per 14 lavoratori alla centrale di sollevamento acque e la protesta rischia di lasciare a secco  76 comuni ed 1 milione e 700 mila abitanti.  E’ stato dichiarato lo stato di assemblea permanente e di presidio della centrale Mercato Palazzo in via San Giovanni a Sarno. I lavoratori, nonostante il licenziamento in tronco, stanno garantendo già da venerdì il servizio idrico, ma minacciano di chiudere i rubinetti ai paesi del salernitano ed a quelli del vesuviano rientranti nell’ambito Ato3. La richiesta è di un colloquio col presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, per mettere in fila tutte le problematiche sorte con la P.G. Costruzione S.r.l., la società che gestisce la centrale ed ha inviato le lettere di licenziamento lo scorso 26 settembre. Una decisione che era già nell’aria da tempo,  ma che non ha trovato alcuna soluzione né prima dell’ufficializzazione né oggi con 14 operai lasciati a casa. Per adesso il governatore della  Campania non ha fatto pervenire alcuna risposta ed i lavoratori, sostenuti dalla Femca Cisl Provinciale, con Giovanni Ferraioli, sono pronti a forme di protesta estreme. Attenderanno ancora 24 ore, poi chiuderanno i rubinetti  lasciando a secco ben 76 comuni per un totale di 1 milione e 700 mila abitanti. “In piena autonomia  e responsabilità si stanno garantendo i servizi minimi essenziali  nonostante i licenziamenti. – spiega Ferraioli – Ma chiediamo risposte al presidente Caldoro ed un intervento di risoluzione in breve tempo nel rispetto del lavoro e dei lavoratori. E’ urgente una convocazione per discutere della grave situazione che è venuta a determinarsi. L’organizzazione sindacale è dalla parte dei lavoratori di Mercato Palazzo ed invita i lavoratori delle altre centrali di sollevamento e depuratori sul territorio regionale ad un tavolo di confronto per decidere insieme la strategia da mettere in campo anche per eventuali azioni spropositate se non ci saranno risposte immediate”. La stessa decisione della P.G. Costruzioni del licenziamento in massa è stata preannunciata dalle ditte Gar e Gesia che operano nelle centrali di Polla e di Buccino. I lavoratori dei due comuni salernitani hanno già avviato la procedura di raffreddamento e da qui a qualche ora occuperanno le centrali.  

 Rossella Liguori

 

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Da Redazione ottobre 1, 2014 11:13

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