Sospetto traffico di neonati: prova del Dna su due bimbi

Redazione
Da Redazione agosto 29, 2014 12:09

Disposto l’esame del Dna anche su un secondo bambino e si apre l’ipotesi  di un traffico di neonati. E’ stata aperta una inchiesta per chiarire le dinamiche della vicenda scoppiata nel reparto di maternità del Martiri del Villa Malta di Sarno, dove medici e paramedici hanno richiesto l’intervento dei carabinieri quando si sono ritrovati davanti a due certificati e due papà di una bimba nata lo scorso 22 agosto. Le indagini ora sono a tutto campo, gli inquirenti hanno già ascoltato più volte  la versione della coppia di rumeni e della coppia di italiani coinvolti nel caso. I quattro parlano di una relazione extraconiugale tra la donna rumena ed il napoletano. Un racconto che è risultato fin da subito poco convincente e con tanti punti oscuri. Interrogati anche i vicini dei coniugi residenti a Poggiomarino che, da quanto si è appreso, pare abbiano già un bambino.  Un altro punto interrogativo per gli investigatori. Il Pm titolare dell’inchiesta ha deciso di vederci chiaro ed ha richiesto il test del Dna anche su questo secondo bimbo per chiarirne la paternità. Una indagine che in queste ore, dunque, si sta allargando a macchia d’olio, partita e sviluppatasi dal caso della bimba nata appena sette giorni fa al nosocomio sarnese. La piccola è ancora in ospedale mentre la madre è sotto torchio. Si sta cercando di capite cosa vi sia realmente dietro alle due iscrizioni all’anagrafe. La coppia rumena era giunta presso il pronto soccorso sarnese nella notte tra il 21 ed il 22 agosto. La donna era arrivata già in travaglio, con forti dolori ed i medici di turno l’avevano subito trasportata nella sala parto. La piccola era nata alle prime luci dell’alba, dopo un parto complicato. Solo qualche giorno dopo, il marito della partoriente e, fino a quel momento, presunto papà della bimba, aveva provveduto all’iscrizione all’anagrafe. Un documento nel quale l’uomo aveva indicato tutti i dati sia della piccola che i suoi e della moglie. Nella mattinata di mercoledì, però, un uomo residente a Poggiomarino, sposato con una donna italiana, era arrivato nel nido pretendendo di portare via la piccola e reclamandone la paternità. La stessa coppia rumena aveva avallato la tesi e, davanti alle reticenze del personale medico e paramedico, aveva raccontato di una relazione extraconiugale spiegando che il papà biologico della piccola fosse proprio il napoletano e quindi legittimato a prenderla e portarla con sé. Una versione poco chiara e piena di incongruenze che aveva spinto  subito i medici a chiamare le forze dell’ordine. Il sospetto è che si tratti di un caso di compravendita di minore. L’agro nocerino sarnese non è nuovo a storie di traffico di neonati. Nel marzo del 2008 fu scoperta e smantellata una organizzazione di italiani, rumeni e slavi che operava tra Nocera Inferiore, i comuni del vesuviano ed il nord Italia. A capo vi era una donna di 53 anni di Nocera Inferiore. Sette le persone arrestate con l’ accusa di tratta di essere umani, falso e alterazione di stato civile per la vendita di una neonata partorita probabilmente da una nomade rom e venduta a una coppia di coniugi che volevano adottare un bambino. Gli arresti erano scattati  nel campo nomadi di Secondigliano, alla periferia nord di Napoli, al momento della consegna della neonata in cambio di 8mila euro, una tranche della somma pattuita di 16mila euro. Le indagini accertarono l’esistenza di una seconda neonata, presentata come la gemella della prima, che doveva essere venduta ad una coppia di Pistoia.

 

 

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