Pirateria audio-visiva internazionale: affari per oltre 1 milione, nei guai  2 sarnesi

Redazione
Da Redazione maggio 17, 2018 08:28

Pirateria audio-visiva internazionale: affari per oltre 1 milione, nei guai  2 sarnesi

Sono finiti nei guai anche due sarnesi, nell’operazione condotta da 150 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica. Venti Provincie di 11 Regioni, infatti, sono state interessate all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale nei confronti di 5 persone, nonché a oltre 50 perquisizioni.

Gli indagati

Gli indagati sono 49 per reati in materia di pirateria audio-visiva e riciclaggio. Nei confronti di 12 di essi si procede anche per il reato di associazione per delinquere. Tra questi ultimi, R,M. e L.D. rispettivamente 31enne e 22enne residenti a Sarno ed entrambi in carcere. Sarebbero stati i promotori del sistema insieme ad altre tre persone. L’operazione ha avuto un seguito anche in Svizzera, Germania e Spagna con la collaborazione, rispettivamente, della Polizei Basel-Landschaft, della Kriminal Polizei e della Policia Nacional, dirette dalle rispettive autorità giudiziarie, a loro volta attivate tramite due rogatorie internazionali e un ordine di indagine europeo.

Le indagini

Grazie alle indagini e alla  ricostruzione dei flussi finanziari, veicolati prevalentemente mediante carte di credito prepagate o piattaforme web di pagamento, gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Capitale hanno portato alla luce una struttura criminale piramidale dedita all’illecita decriptazione e diffusione di contenuti televisivi pay-per-view attraverso la rete internet. Fulcro dell’organizzazione erano le centrali “sorgenti” – situate presso società, attività commerciali, abitazioni private, garage e capannoni industriali – all’interno delle quali erano installate apparecchiature informatiche in grado di decriptare il segnale delle emittenti pay-tv Sky e Mediaset Premium, utilizzando schede regolarmente acquistate dai membri del sodalizio o da terzi, per poi farlo confluire su server esteri appositamente noleggiati. Il gruppo criminale, quindi, provvedeva ad abilitare i clienti privati alla visione, tramite codici di accesso, su smart-tv, personal computer, tablet e smartphone, dietro pagamento di “abbonamenti” illeciti a prezzi fortemente concorrenziali (tra i 15 e i 20 euro, a fronte di un valore commerciale di oltre 100 euro). Il volume d’affari complessivo ricostruito dal 2015 ad oggi risulta di oltre un milione di euro.SalernoToday

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Da Redazione maggio 17, 2018 08:28

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