Pesca 22 esemplari di tonno rosso: denunciato un pescatore non professionista

Redazione
Da Redazione ottobre 27, 2015 16:11

Pesca 22 esemplari di tonno rosso: denunciato un pescatore non professionista

Continua l’incessante attività degli uomini della Guardia Costiera coordinati dal Capo del Compartimento marittimo di Salerno, Gaetano Angora, nella lotta contro la pesca illegale del tonno rosso. Pescatori privi di scrupoli infatti, soprattutto in questo periodo dell’anno, si accaniscono nella cattura di giovani esemplari della famiglia più pregiata del tonno, il tonno rosso, presente solo nel Mar Mediterraneo, impedendone così il raggiungimento dello stadio di adulto, con gravi ripercussioni sullo sviluppo della specie. Il tonno rosso tra l’altro, già da diversi anni, è tra le specie a rischio estinzione e la sua cattura pertanto (se adulto) è consentita soltanto in alcuni periodi dell’anno e fino al raggiungimento di quote nazionali prestabilite a livello comunitario. Nella giornata di ieri, gli uomini dell’Ufficio Locale marittimo di Cetara, comandato dal Primo Maresciallo Enrico Raiti, con l’ausilio di una motovedetta della capitaneria di porto di Salerno, in località Erchie di Maiori hanno sequestrato 22 esemplari di tonno allo stato giovanile che erano stati abilmente occultati da un pescatore non professionale in una grotta raggiungibile soltanto via mare. Così facendo, l’astuto pescatore sarebbe potuto sfuggire ai controlli sia in mare che al rientro in porto, per poi ritornare in orario a lui più favorevole a recuperare il pescato illegale. Il pescatore di frodo invece, a sua insaputa, era sotto l’osservazione dei militari della Guardia Costiera che hanno subito proceduto, con non poche difficoltà, al recupero dei prodotti ittici occultati. Grazie all’intervento coordinato di una motovedetta del Corpo, il natante con a bordo l’autore del reato, che stava riprendendo il largo, è stato intercettato; lo stesso quindi è stato deferito all’Autorità Giudiziaria ed andrà incontro ad una pena che va da due mesi a due anni di arresto o un’ammenda da 2.000 euro a 12.000 euro. Il pescato sequestrato, una volta ricevuta l’idoneità al consumo umano da parte del competente settore dell’ASL, come di consueto è stato devoluto in beneficenza. RadioBase

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