Ospedale al colasso: urina e sangue nei corridoi

Redazione
Da Redazione aprile 15, 2016 11:35

Ospedale al colasso: urina e sangue nei corridoi

Pazienti in barella nei corridoi, sacche di urine a terra, macchie di sangue sul pavimento. Le foto hanno fatto in poche ore il giro del web suscitando indignazione, polemiche ma anche interrogativi. Infatti sono state scattate in uno dei reparti di eccellenza dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, neurologia. L’autore delle istantanee, Alberto Rito Marcone, è il parente di un uomo anziano costretto al ricovero.«Qualcuno ha postato sul suo profilo Facebook – al posto di vergognarsi cerca scuse assurde. La situazione è drammatica e fuori controllo».

Immediata la risposta del primario, Teresa Cuomo, e del direttore sanitario, Maurizio D’Ambrosio. «Si è trattato di un caso limite ha spiegato la dottoressa Cuomo dovuto ad un anomalo afflusso di pazienti. In reparto abbiamo 18 posti letto e l’altro giorno avevamo 30 ammalati. Spesso i pazienti rifiutano il ricovero a Vallo della Lucania o in un altro ospedale e alla fine siamo costretti a tenerli informandoli che potrebbero restare in barella».«È anche un fatto di umanità aggiunge D’Ambrosio come si fa a dire ad una persona arrivata, magari di notte, che deve andare a centinaia di chilometri?».«Neuorologia ha sottolineato la Cuomo è l’unico reparto con il 120 per cento di occupazione dei posti letto; il 30 per cento viene da fuori Asl e questo non solo perché ha chiuso Scafati. Nel reparto facciamo turni disumani pur di garantire una adeguata assistenza».«Le foto spiega il direttore sanitario sono frutto di piccoli incidenti che possono capitare, le sacche di urina erano cadute da un contenitore che l’infermiere stava portando via; il sangue da una flebo che gocciolava.

Tutto si è risolto in pochi minuti».Così come si spera si risolva il giallo della bonifica dell’amianto che, secondo il Tribunale per i diritti degli ammalati, l’Associazione malati di organi e trapiantati, Cittadinanza attiva e l’Associazione diabetici dell’Agro, è in corso proprio di fronte all’ospedale. «Nell’area dell’ex orfanotrofio militare denunciano le associazioni – un’azienda ha in funzione un impianto per lo smaltimento dell’amianto in pieno centro cittadino e fatto che desta maggiore preoccupazione, a pochi metri dell’ospedale. Sappiamo che c’è l’autorizzazione della Regione, ma non sappiamo se l’amministrazione comunale è al corrente di tutto questo».

Le associazioni alzano il tiro anche sul rischio tumori strettamente legato all’emergenza ambiente. Hanno chiesto all’Asl Salerno il ripristino del registro dei tumori i cui dati sono fermi al 2009 rispetto ad un’incidenza che sembra essere in forte crescita. «L’assistenza su questo fronte ha detto il medico Vincenzo Stile – è latente, scarsa. E gli ammalati, quelli che possono, vanno via. Il polo oncologico dell’ospedale di Pagani non è completo nonostante l’abnegazione di chi ci lavora. C’è il problema della radioterapia. Il paradosso è che a Nocera Inferiore c’è un centro che ha ottenuto il via libera all’accreditamento, ma la Regione tarda a dare il nulla osta.

Le conseguenze ricadono sugli ammalati di cancro costretti a spostarsi anche fuori regione per poter effettuare la radioterapia».Una situazione insostenibile, rilanciano medici ed ammalati, provocata da una burocrazia sorda alle reali necessità dei cittadini. Inoltre c’è anche il problema dei costi che ricadono sulla comunità. Curarsi fuori regione significa pagare di più e consentire ad altre aziende sanitarie di crescere. Fonte: Il Mattino

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Da Redazione aprile 15, 2016 11:35

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