“O musicant ‘nnammurat” ritmi della napoletanità in un mix di recitazione e canto

Redazione
Da Redazione maggio 22, 2014 14:17

Una alternanza di recitazione e canto, una mescolanza di ritmi e parole, un susseguirsi di suoni ora lievi ora duri. Scansioni regolari, armonie semplici e strofiche che si rincorrono e dal palcoscenico toccano il pubblico. Sono tutte le sfumature di “’O musicant ‘nnammurat: Storia di un amore del ‘700”, dove i sentimenti contrastanti sono la chiave di volta tra i personaggi in movimento. Battute a raffica, di una comicità dal retrogusto introspettivo. Un Singspiel, genere operistico in voga tra il XVIII e il XIX secolo, sorto e sviluppatosi in area tedesco-austriaca e  caratterizzato dall’ avvicendamento di parti parlate e parti cantate. E’ questo che concede un ritmo inarrestabile, veloce che cattura l’attenzione dal primo all’ultimo secondo di scena. Un amore di fine ‘700 raccontato attraverso uno stile farsesco e spassoso tipico della napoletanità. Lo specchio di una Napoli del passato dove l’amore, l’amicizia, l’odio, le incomprensioni trovano delle soluzioni nell’ironia e nella risata. Cadenze tutte meridionali con musiche di Giovanni Battista Pergolesi, tratte da “Stabat Mater” e “La serva padrona”, e di Gioacchino Rossini. Sul palcoscenico personaggi autoritari, forti, e le voci tonanti di: Laura Paolillo (soprano) nei panni di Serpina, Monica Paolillo (attrice) nelle vesti di Crocifissa, Angelo Corrado (Baritono) che dà voce a Giuvannino. Ensemble  Pergolesi del coro Ama di Portici. Il primo violino Giovanni Iannone, il secondo Miriam Iaccarino, alla viola Giuseppe Noto, al violoncello Arnaldo Smaldone, basso continuo con Andrea Paolillo, clarinetto Michele Tarallo. La direzione è affidata ad Alfonso Fiorelli, testi di Laura Paolillo ed Anfonso Fiorelli. Con la regia di Giovanni Savino.

Rossella Liguori

 

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Da Redazione maggio 22, 2014 14:17

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