Non c’è posto, ricoverato part time.

Redazione
Da Redazione gennaio 20, 2015 10:21

Non ci sono posti letto e resta ricoverato “part time” per quattro giorni nella sala d’attesa del pronto soccorso.  E’ l’odissea che ha vissuto un uomo di 55 anni,  arrivato al “Martiri del Villa Malta” con evidenti difficoltà respiratorie e che per quattro giorni è stato costretto all’andirivieni, tra casa ed il nosocomio, per ricevere le cure ed in attesa del ricovero. La mattina in ospedale e la sera a casa. Di giorno nella sala d’attesa del pronto soccorso per essere sotto controllo e poi, in assenza del posto letto disponibile per il ricovero in reparto, costretto a far ritorno nella sua abitazione. Il giorno seguente lo stesso identico tragitto. Una situazione durata giorni. L’uomo, residente nel napoletano, era arrivato al pronto soccorso di via Sarno Striano lamentando dolori alle costole, una congestione ed un persistente affanno. Un intervento lampo, quello di medici ed infermieri, davanti ad un quadro clinico particolarmente complesso. L’uomo, infatti, qualche anno fa è stato operato per un tumore alla laringe ed è da tempo sotto terapia farmacologica per problemi cardiocircolatori. Il malessere lo aveva portato alla corsa in ospedale. Gli esami al pronto soccorso avevano rivelato una broncopolmonite ed una situazione da tenere sotto monitoraggio. I camici bianchi a quel punto avevano deciso di tenere il 55enne sotto osservazione in corsia. Una decisione che però si era scontrata subito con la mancanza di posti letto. E da lì che è poi scattato lo strano meccanismo. Dopo le cure l’uomo, insieme alla moglie e la figlia che lo avevano accompagnato in ospedale, è tornato a casa per poi farci ritorno il giorno dopo. Già la mattina presto, seduto nella sala di attesa interna al pronto soccorso, e così per tutto il pomeriggio e la sera, per poi andare via la notte. La figlia più volte ha chiesto spiegazioni, ma nulla da fare. Nessun posto letto. L’unico prospettato era a Vallo della Lucania. Pare che l’uomo non abbia mai ricevuto la documentazione di dimissione e che quindi per tutto il tempo sia rimasto in una sorta di via di mezzo tra il ricovero e la dimissione.  A disegnarsi una sorta di degenza ad intervallo regolare. Bene per la mattina ed il pomeriggio, meno bene per la notte. L’ospedalizzazione è arrivata dopo quattro giorni di viavai. Una situazione che ha lasciato sbigottiti anche gli altri pazienti, quando l’uomo e la moglie, in reparto, hanno raccontato la loro odissea. Non è la prima volta che nel pronto soccorso si verificano situazioni particolari con  stazionamenti tra le barelle e sala di attesa. Sempre lo stesso problema: mancanza di posti letto a disposizione. Appena un mese fa una anziana era arrivata con una grave insufficienza renale. Da dializzare con urgenza, aveva però dovuto attendere 6 ore per il trasferimento da Sarno a Nocera Inferiore. Poi, una volta arrivata nell’ospedale nocerino e dopo la terapia,  aveva dovuto aspettare ancora per essere trasferita al Ruggi D’Aragona di Salerno per il ricovero nel reparto di nefrologia.

Rossella Liguori 

 

 

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