Niente soldi, chiuso il centro antiviolenza

Redazione
Da Redazione novembre 14, 2017 11:22

Niente soldi, chiuso il centro antiviolenza

Off limits lo sportello per le donne inaugurato pochi mesi fa 

«Centinaia di vittime ributtate nel mare sconosciuto in cui la violenza può avere la meglio». Così Maria Rosaria Aliberti (nella foto), presidente del consiglio comunale di Sarno, parla delle conseguenze terribili dopo la soppressione dello sportello antiviolenza a Sarno e avvia quella che è una protesta silenziosa perché la città possa riavere un servizio divenuto indispensabile. «Nessun evento sarà organizzato spiega la Aliberti che tanto si è prodigata per quello sportello – Abbiamo solo proiettato sulla facciata della casa comunale delle luci di colore rosso a ricordare tutte le vittime di violenza, ma è necessario restituire a Sarno il punto di supporto». È durato poco, troppo poco quello spiraglio di luce per le donne vittime, per tutte quelle persone che vivono in un tunnel fatto di soprusi e maltrattamenti. Doveva essere un punto di riferimento, un aiuto costante; doveva rappresentare la forza di denunciare e l’ appoggio psicologico. Nelle poche settimane in cui è rimasto aperto, il point, portato avanti da esperti e psicologi, ha ascoltato numerose voci di donne, ha raccolto racconti drammatici di prepotenze ed angherie, poi ha chiuso i battenti. Ed è da mesi che quella porta è sbarrata, nonostante le tante rassicurazioni.

«È durato davvero pochissimo – spiega Aliberti – eravamo piene di speranze per questo sportello che è stato il frutto di tanto lavoro. L’ assessore alle pari opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani, pubblicamente ci aveva rassicurato e garantito prima la non chiusura e poi, la riapertura rapida, ma è passato tanto tempo ed è rimasto tutto fermo. Devo dire che in quel periodo di attività abbiamo avuto un vasto riscontro, e lo dico anche con dolore perché sono storie difficili, ma riuscivamo a garantire il sostegno e tante donne non si sentivano più sole. Il mio appello è a tutti i vertici perché qui a Sarno siamo pronti ad ospitare non solo uno sportello, ma il centro antiviolenza ed anche una casa». L’ amministrazione ha già individuato una struttura. «Il nostro è un appello dignitoso – chiude la Aliberti – e silenzioso. Noi ci siamo spesi tanto, la nostra città è carica di simboli contro la violenza di genere; in aula consiliare abbiamo una installazione permanente che è Posto Occupato, una sedia rossa lasciata vacante a simboleggiare l’ assenza, il vuoto che lascia una vittima di violenza»

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