Muore a caccia: ricostruita la dinamica

Redazione
Da Redazione febbraio 23, 2015 11:37

Una fatalità. Una fatalità che è costata la vita ad un 32enne di Sarno morto durante una battuta di caccia notturna. Ad ucciderlo, lo zio Amedeo. Una fatalità. Già, perché il colpo, partito accidentalmente, in un primo momento sembrava averlo colpito soltanto al gluteo. Il pallettone gli ha invece reciso l’arteria femorale uccidendolo in pochi istanti. Andrea è morto da solo, nel bosco, mentre lo zio, disperato, era a valle per chiedere aiuto. È accaduto tutto nella tarda serata di sabato. Zio e nipote erano impegnati in una battuta, cercavano cinghiali. Andrea Donnarumma camminava avanti, dietro di lui lo zio 59enne. È proprio quest’ultimo che, all’improvviso, scivola sul terreno bagnato dalla pioggia e dal suo fucile calibro 12 parte accidentalmente quel colpo caricato, nell’eventualità dovesse servire. Andrea si accascia a terra toccandosi al gluteo. Lo zio, spaventato ma convinto che non fosse nulla di grave, allerta subito la centrale operativa dei carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore e poi scende invece a valle per attendere i soccorritori e condurli esattamente sul luogo dell’incidente. Sperava, così, di guadagnare tempo. Ma, una volta risalito con i carabinieri e il personale dell’ambulanza nella zona boschiva di Episcopio dove poco prima era accaduto l’incidente, l’amara scoperta: Andrea era morto. Si è dovuto però attendere l’arrivo del magistrato di turno e del medico legale per poter riportare giù a valle il corpo del 32enne. Lo zio ha ammesso da subito le sue colpe e, al termine di un lungo interrogatorio presso la stazione carabinieri di Sarno, è stato denunciato per omicidio colposo e porto abusivo di armi. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Sarno, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo il medico legale non ci sarebbero dubbi: è morto perché colpito all’arteria femorale. L’ennesimo incidente di caccia in un periodo in cui l’attività venatoria, tra l’altro, non è consentita essendosi chiusa il 31 gennaio scorso. Secondo i dati del Wwf, tra il 2014 e questi primi due mesi del 2015, sono state 23 le vittime della caccia; ventiquattro i feriti; quattro, invece, le persone colpite accidentalmente dai cacciatori che hanno sparato nelle vicinanze di un’abitazione o di una strada. Comun denominatore a tutti i cacciatori morti, sono stati uccisi dai loro stessi compagni di battuta. Qualcuno addirittura dal fratello.  Il Mattino

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Da Redazione febbraio 23, 2015 11:37

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