Mercede: “Qualsiasi intervento richiede parere ed autorizzazione dell’Ente Parco”

Redazione
Da Redazione dicembre 20, 2014 10:36

Interventi sulle sponde del Fiume Sarno, sugli affluenti e sulle pendici dei monti. Insorge l’Ente Parco Regionale del Fiume Sarno  presidente,Massimiliano Mercede tuona. “Le aree che sono riserva naturale integrale vanno salvaguardate”. Il numero uno dell’Ente chiarisce che ogni progetto ricadente nell’area sotto la sua gestione ha bisogno di particolari pareri, autorizzazioni e nulla osta. Ciascuna zona, infatti, viene sottoposta ad un particolare regime di tutela in relazione ai valori naturalistici, ecologici, geomorfologici ed ambientali delle rispettive aree. Una porzione di territorio vastissima, con ben 12 comuni, nelle province di Napoli e Salerno: dai Monti Saro e Saretto, dalle tre sorgenti del fiume Sarno fino ad arrivare al golfo di Castellammare. Mercede sta già procedendo con una serie di sopralluoghi e controlli del territorio. In particolare, perlustrazioni effettuate sulle sorgenti di Rio Palazzo, Rio Foce, Rio Santa Marina, l’area di Longola e la foce del fiume a Castellammare di Stabia. Ed ancora il monte Saro, gli altopiani il monte Saretto ed i vari sentieri. L’obiettivo è quello di avviare interventi di rinaturalizzazione e riqualificazione ambientale. Appena qualche mese fa Mercede denunciò attività con veicoli a motore nella acque del fiume Sarno in area protetta. “Ricordo – spiega – che per qualunque attività bisogna chiedere permessi ed autorizzazioni al Parco e tutti gli enti sono tenuti a farlo in merito ad attività che vengono eseguite all’interno dell’area parco. Ci tengo a dire che per le aree in cui vige un sistema di protezione e tutela tutti devono agire garantendo cura e premura per un efficace e condiviso controllo”. Il presidente ha già richiesto più volte un tavolo tecnico per mettere in fila le esigenze territoriali. “E’ necessario che tutti gli enti ricadenti  nel territorio dell’area parco, quali l’autorità di bacino, il genio civile, il consorzio di bonifica, i vari comuni e l’Arcadis si uniscano per garantire una collaborazione e promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio”.

Rossella Liguori

 

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