Massimiliano Mercede tra i protagonisti di “Futuro Remoto”. Si parlerà di Fiume Sarno

Redazione
Da Redazione ottobre 13, 2015 20:32

Massimiliano Mercede tra i protagonisti di “Futuro Remoto”. Si parlerà di Fiume Sarno

12138425_1513921088918208_6378978208326437797_oNell’ottica del lavoro di salvaguardia del territorio, di controllo delle aree di riserva integrale, di difesa delle biodiversità, di denuncia di reati ambientali l’Ente Parco del Bacino Idrografico del Fiume Sarno, col presidente Massimiliano Mercede, sarà tra i protagonisti della 29° manifestazione scientifica “Futuro Remoto”. In particolare, il presidente Mercede è tra i relatori del workshop a cura dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Orientale su “La frontiera della Biodiversità – Modelli di gestione e ricerca per la governance delle Aree Protette”, che si terrà venerdì 16 ottobre, dalle ore 10:30 alle ore 13:00, alla Sala Comencini dell’Associazione Circolo Artistico Politecnico di Napoli. A condurre, Sandro Ceccoli, presidente dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Orientale. Massimiliano Mercede parlerà della “Tutela della Biodiversità, legalità e sinergie tra gli enti locali: l’esempio del Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno”. “Per me è un onore essere tra i relatori di un evento importante che vede in campo tantissimi esperti. – ha spiegato Mercede – Parlare del Fiume Sarno oggi significa puntare l’attenzione su una realtà bistrattata che ha però ottime potenzialità. Il problema serio è la cultura della tutela e soprattutto la volontà di collaborazione su territori in cui ricadono tanti enti locali. Spesso, purtroppo, tocca constatare la mancanza di sinergia che porta purtroppo ad azioni poco incisive e per nulla risolutive. L’Ente Parco del Sarno gestisce ben 11 comuni tra Salerno e Napoli, una porzione di territorio vastissima ed anche con tante criticità. Io richiamo sempre alla collaborazione che è l’unica strada perché le battaglie vere, che portano a risultati per la collettività, non sono del singolo ma di una unità di intenti”.

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