Maltempo Agro: “Qui è terra di nessuno, siamo abbandonati a noi stessi”.

Redazione
Da Redazione gennaio 24, 2014 11:31

Maltempo Agro: “Qui è terra di nessuno, siamo abbandonati a noi stessi”.

 La pioggia non dà tregua e l’agro nocerino sarnese conta i danni mentre restano monitorate le zone a rischio frana. Sarno è sotto osservazione da oltre 48 ore ed è attivo il centro operativo comunale che coordina le attività di controllo. Si guardano i pluviometri, gli strumenti atti a monitorare il livello di acqua piovana che hanno delle linee di demarcazione a definire le fasi di emergenza. Alla soglia di 45 si parla di allerta, a 75 di preallarme ed a 100 di allarme. Per ora permane il solo stato di attenzione. Intanto i vigili del fuoco, insieme alla polizia municipale ed ai volontari della protezione civile «I Sarrastri» continuano a perlustrare il territorio. Una verifica dei luoghi è stata effettuata nella frazione di Episcopio, in via Curti, via Le Noci, via Tuostolo con particolare attenzione in prossimità dei canaloni per il deflusso delle acque reflue. Accertamenti anche nella zona pedemontana di Lavorate, in località Quattrofuni e Sant’Eramo.

Il monitoraggio è su tutte le aree interessate dalla frana del 5 maggio 1998. A rischio smottamenti ci sono anche Roccapiemonte, Nocera Inferiore e Nocera Superiore, dove resta lo stato di allerta dopo gli allagamenti degli ultimi due giorni. Strade impraticabili a Pagani dove il manto stradale ha ceduto in più parti sulle arterie principali. La mancata manutenzione ordinaria e l’assenza di interventi per la pulizia delle caditoie ha determinato allagamenti in diverse zone rurali. La conta dei danni si fa a Scafati, dove l’esondazione del Sarno ha intrappolato 50 famiglie. Prigioniere delle proprie abitazioni i cui piani terra sono stati invasi da acqua e fango. Una ondata che in via Longole, al confine con San Marzano, ha distrutto quanto trovava sulla propria strada. Case allagate, auto bloccate nel fango, terreni sommersi, macchine agricole distrutte, colture in rovina. Oltre un metro di acqua ad invadere l’intera zona. Qualcuno solo nella mattinata di ieri è riuscito ad uscire ed a fare un primo resoconto dei danni subiti. Pronti a chiedere il risarcimento. Messa in ginocchio l’economia agricola. «Chiederemo circa 20 mila euro a famiglia – hanno spiegato i residenti – Abbiamo subito danni già nel 2003 ed ancora nel 2004 e 2006. Non è la prima volta. Bisogna intervenire prima che accada il peggio. Qui è terra di nessuno, siamo abbandonati a noi stessi». Perse anche le provviste alimentari. Per il rifornimento dei farmaci ci ha pensato anche l’operatore tecnico della protezione civile, Michele Criscuolo, che per sopperire all’emergenza ha fatto l’andirivieni con una jeep.

Rossella Liguori

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Da Redazione gennaio 24, 2014 11:31

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