L’ultimo saluto a Carmine. Le magliette bianche ed il feretro in spalla

Redazione
Da Redazione giugno 7, 2018 15:32

L’ultimo saluto a Carmine. Le magliette bianche ed il feretro in spalla

Il volto di Carmine impresso sulle magliette bianche che indossano gli amici, i cugini. E’ lì con il sorriso di sempre, con quella voglia di vivere e sognare. Carmine Esposito ed una morte che si fa fatica a comprendere. In silenzio, è andato via senza nemmeno accorgersene. Dormiva quando ha esalato l’ultimo respiro. L’esame autoptico disposto dal Pm ha confermato le cause naturali del decesso.

Questa mattina si sono svolti i funerali. L’ultimo saluto tra lacrime ed incredulità, fiori bianchi e parole di dolore lasciate a mezz’aria. Carmine aveva solo 23 anni, una intera vita da scoprire fatta di speranze, sogni e progetti. Tutto spento come un interruttore in una giornata funesta e senza spiegazioni.

Il feretro portato a spalla dagli amici e l’ultima immagine di questo giovane figlio di Sarno.

 

Il ricordo degli amici

“Un bravissimo ragazzo, sano ed un gran lavoratore”. Così gli amici parlano di Carmine Esposito, il ventitreenne morto nella serata di lunedì a Sarno, per cause ancora da accertare. Chi lo conosce è sconvolto, la famiglia distrutta. Tutti raccontano che aveva iniziato un nuovo lavoro da poco, come geometra per una ditta del posto. Aveva mal di testa, lunedì, e si sentiva stanco. Così Carmine era rimasto in camera sua a riposare, i suoi genitori lo avevano controllato mentre dormiva, quasi come si fa con i bambini. In serata, quando erano andati a chiamarlo per la cena, si erano subito accorti che Carmine non respirava più. Inutili i soccorsi e le manovre di rianimazione del 118, sul posto anche gli agenti della stazione di Polizia. Chi parla di lui oggi è commosso, sconcertato, sgomento.  Chi ricorda Carmine parla al presente, come se non fosse mai andato via. Gli amici ricordano un ragazzo forte e sorridente, un po’ timido e sempre disponibile ad aiutare gli altri. 

“Un bravo ragazzo, molto riservato, figlio di una famiglia perbene”, sono queste le parole che ricorrono più spesso tra chi ha trovato la forza di raccontare. Carmine era un ragazzo sano, attivo anche nello sport. “Giocava molto spesso a calcetto con noi, – dice un ragazzo –  era quasi sempre presente alle nostre partite”. Non si spiegano come sia potuto accadere, “A ventitre anni non si può morire così”. Non c’è pace per i parenti, gli amici, per chi ha semplicemente condiviso con lui un pezzo di vita.

 

 

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Da Redazione giugno 7, 2018 15:32

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