Le reazioni dei protagonisti della campagna elettorale al duro monito di monsignor Giudice

Redazione
Da Redazione aprile 10, 2014 09:46

Non c’è una sola voce di dissenso. Né a Pagani, né a Sarno, i due comuni più grandi che andranno a maggio alle urne, i candidati non fanno registrare alcuna voce fuori dal coro rispetto al monito lanciato dal vescovo della Diocesi monsignor Giuseppe Giudice. Tutti, o quasi condividono la «tirata d’orecchie» del prelato, che ha bacchettato i politici come «venditori di illusioni». Risposte dettate dalla necessità di mantenere basso il possibile scontro con gli ambienti ecclesiastici o vera e convinta condivisione di pensiero, questo è difficile capirlo. L’unico disposto a fare separare la politica dalle convinzioni religiose è il candidato a sindaco del centrosinistra di Sarno Giuseppe Canfora: «Il vescovo dice bene – ha sottolineato – ha ragione ad allertare i suoi figli cristiani, ma in democrazia è vero anche quello che diceva Cavour: “Libero Stato in libera Chiesa”. Certamente la politica non ha dato una grande immagine di sé in questi anni, in quanto a corruzione, bugie e cose non fatte. Il monito lanciato può far male solo alle persone che si sentono lupi travestiti da agnello».
A Pagani invece è un susseguirsi di plausi al Vescovo: «Sono contento che il Vescovo tenga in grossa considerazione il destino della nostre comunità – spiega Salvatore Bottone – è l’ennesima testimonianza di un’attenzione costante verso il territorio e allo stesso tempo è uno sprone ai cittadini a non lasciarsi raggirare da figure che fanno solo false promesse ma piuttosto dare fiducia a quanti si propongono con seri progetti per la crescita della città». Un concetto di ripreso anche dal candidato sindaco di Fratelli d’Italia, Massimo D’Onofrio: «Anche io invito a diffidare da chi vende illusioni, la politica è sacrificio e chi ha amministrato può raccontare e descrivere quanto sudore c’è dietro ogni opera e azione». Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Angelo Grillo rappresentante dell’area di centrosinistra. «Quello del Vescovo è un appello che parte da una persona che ha chiara la visione della nostra realtà. L’invito a guardare oltre il proprio particolare è legittimo – precisa Grillo – cogliere il senso del bene comune entro il quale si colloca coerentemente la salvaguardia dei propri bisogni è un invito giusto». Incisiva la replica del coordinamento cittadino di Forza Italia che esorta al rispetto dei ruoli. «Condividiamo totalmente il monito lanciato da Sua Eccellenza perché non bisogna mescolare il sacro con il profano – spiega Enrico Giaquinto responsabile cittadino del partito – c’è chi vuole mistificare per raggiungere un tornaconto personale ma la politica deve occuparsi esclusivamente dell’interesse dei cittadini».
A Sarno, eccetto Canfora, è una completa adesione al monito diocesano e i candidati alla conquista della fascia tricolore hanno risposto unendosi all’appello. Antonio Crescenzo, candidato sindaco Udc e Forza Italia, rincara la dose. «Sono il primo ad essere convinto che tra i candidati ci sia qualcuno che corrisponda all’immagine tratteggiata dal vescovo di lupo travestito da agnello. Mi escludo perché credo che la mia esperienza, la mia cultura, il mio modo di essere, i miei ideali mi facciano da scudo. I cittadini devono avere in debita considerazione l’importanza del voto e votare ad occhi aperti, senza farsi ingannare».
Anche Giovanni Montoro, con la coalizione «Sarno In Movimento», sposa le parole del vescovo. «La politica deve essere concepita come atto di amore per i propri cittadini. Non si approfitta della disperazione della gente per illudere il prossimo. La mia generazione ha subito tante illusioni, dobbiamo ora aiutare la politica sana ad emergere affossando la logica della clientela». Ernesto Odierna, candidato del Movimento 5 Stelle, concorda appieno. «Se il vescovo indirizza le sue parole verso chi finora ha governato, non posso che essere d’accordo. Visti i risultati, davvero sarebbe un travestimento presentarsi a casa degli elettori dicendo di voler cambiare le sorti della città che si è amministrata per anni».

Rossella Liguori 

 

Luigi D’Antuono

 

Redazione
Da Redazione aprile 10, 2014 09:46

Seguici su…