Le intercettazioni dei boss: spuntano altri due politici

Redazione
Da Redazione gennaio 13, 2015 13:39

«Tu facci sape’… noi nel nostro piccolo siamo a disposizione. Tu devi dirci a noi». «Va bene va bene fammi sape come si pongono gli altri e poi ragioniamo». È soltanto una parte della conversazione tra Antonio Franco e Franco Annunziata intercettata dai carabinieri del Ros in strada, davanti al Comune di Sarno, durante la campagna elettorale per le amministrative nel maggio dello scorso anno. Annunziata e Franco avevano un appuntamento. Annunziata, nel protendersi verso Franco per stringergli la mano, lo saluta con un bacio sulla guancia. L’immagine viene ripresa dalle telecamere nascoste dei carabinieri.

È proprio Antonio Franco il più acceso sostenitore di Annunziata, candidato con il sostengo di quattro liste ed espressione del Nuovo Centro Destra. In una intercettazione ambientale del mese di gennaio, parlando con Gianluigi Serino, Franco lo indica come il politico capace di poterli aiutare nella «zona industriale». «Quello ha faticato alla Agroinvest, Gianluigi …è pratico». Il riferimento è alle mire espansioniste del clan in riferimento al progetto imprenditoriale dei distributori nelle fabbriche. È lui, Franco Annunziata, a spuntarla nei gradimenti elettorali dei Serino. Gianluigi, in un primo momento, portava un altro candidato, Lucio Annunziata, appoggiato dalla lista Sarno Attiva. Secondo il più piccolo dei figli del boss, in una intercettazione con la madre Venere Sirica, Lucio Annunziata era l’unico che avrebbe potuto aiutarli rispetto agli altri. «Questi qua – dice Gianluigi riferendosi agli altri candidati sindaco – non ti danno più retta non li vedi, li chiami e fanno anche i tipi che alzano la testa e scappano, fanno i presidenti, escono, almeno quello è scemo, lo chiami, viene sempre, ci può mai abbandonare quello (Lucio Annunziata, ndr)». Poi qualcosa va storto e Lucio An nunziata perde il gradimento del clan.

Gianluigi Serino «retrocede», scrive il gip, anche nel sostenere Domenico Crescenzo, l’avvocato al quale il figlio del boss aveva garantito: «Una mano te la diamo se non ci abbandoni» e, nonostante lui avesse detto «Lo so, no, io non abbandono mai nessuno», avrebbe poi chiesto una parcella troppo alta per la difesa di uno degli arrestati per droga del clan. Per il gip Crescenzo, che al momento non risulta indagato, «è uno che chiede e fa favori al clan». Già consigliere comunale nell’amministrazione di Amilcare Mancusi, sarebbe stato (secondo i risultati investigativi) colui che avrebbe favorito anche il montaggio di luci natalizie diverse a Lavorate, nella roccaforte dei Serino. Nella scelta del candidato da sostenere viene escluso Giuseppe Canfora, invece, perché «non dà confidenza a nessuno».

Fonte: IL MATTINO 

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Da Redazione gennaio 13, 2015 13:39

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