Landry: “Non ho fatto nulla. Ho paura”. Parlano gli avvocati

Redazione
Da Redazione giugno 10, 2018 10:13

Landry: “Non ho fatto nulla. Ho paura”. Parlano gli avvocati

“Non ho fatto nulla. Ho solo tanta paura”. Landry è il giovane migrante aggredito nella serata di giovedì scorso mentre era in sella alla sua bicicletta. Rifiuta la versione fornita dai suoi aggressori secondo i quali il 27enne camerunense avrebbe infastidito delle ragazze in piazza. “Sono stato colpito senza alcun motivo”. Ripete ormai da giorni dalla sua camera all’Hotel Fluminia di Sarno dove vive con altri 92 migranti.  Sulla schiena ancora i lividi dovuti al violento colpo inferto dall’auto in corsa in via Ingegno. “Sto male, ho paura. Abbiamo paura tutti ad uscire. Ero andato a fare una ricarica al telefonino, e stavo tornando in bici. Questa auto bianca è arrivata alle spalle. Ho sentito delle voci e delle risate, pensavo fossero ragazzi che conosco, quindi mi sono girato e sono stato  colpito. Da solo mi sono rialzato e sono arrivato all’hotel. Mi hanno soccorso i miei amici e mi hanno portato in ospedale”.

 

 

I legali

Secondo quanto dichiarato dagli aggressori,  M.V. 22 anni e G.D.F 24 anni,  l’azione sarebbe stata una vendetta nei confronti di Landry che, insieme ad altri migranti ospiti di strutture alberghiere in città, avrebbe infastidito delle ragazze in piazza. Un racconto avallato da amico dei due, altro passeggero della Panda, che risulta estraneo ai fatti.

Un racconto rigettato e fortemente contestato dal legale di Landry, Hilarry Sedu. “Solo calunnie – ha detto – e lo dimostreremo nelle sedi opportune. Andrò fino in fondo per accertare il vero movente. Landry è un ragazzo perbene e impegnato nel sociale, non avrebbe mai infastidito alcuna ragazza. E’ un altro triste episodio che ha il ripugnate fetore di razzismo; un campanello di allarme”.

Sulla vicenda è intervenuto l’avvocato Raffaele Franco, legale del 24enne indagato per l’aggressione. “Una storia complessa più da un punto di vista mediatico e morale che giuridico. – ha sottolineato – Siamo in fase di indagine, dunque non ho ancora avuto modo di guardare gli atti né di approfondire con il mio cliente. E’ un caso che ha una sua particolarità in un preciso momento storico. Lasciamo per adesso che le indagini facciano il proprio corso e, poi, ci esprimeremo in merito”.

 

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