La pasticceria di Assalonne compie 130 anni

Redazione
Da Redazione maggio 17, 2018 18:40

La pasticceria di Assalonne compie 130 anni

  

  • Assalonne da record a Sarno: la storica pasticceria festeggia 130 anni. Un vero evento e, per il 130esimo compleanno, il prossimo 22 maggio dolci gratis per tutti per festeggiare  in via Fabricatore 

La storia, le curiosità della pasticceria ultracentenaria

di Gaetano Ferrentino 

La storia del gusto, per la nostra città, passa anche per la pasticceria di Assalonne. Gli splendidi odori di coloniali hanno attirato generazioni di sarnesi nel suo laboratorio. Da padre in figlio, l’arte pasticciera è diventata uno dei simboli delle feste. La tradizione del “cartoccio di paste” nei giorni comandati trasmetteva il senso del riposo, del pranzo in famiglia, della celebrazione. C’è stato un periodo in cui tutti i bambini avevano la stessa foto. Infatti, ai compleanni, tutti sorridevano intorno alla mitica Moka, la torta al caffè. A via Fabricatore, da oltre un secolo, i dolci scandiscono le trasformazioni del paese. La crema pasticciera, quella a zuppa inglese. Ma soprattutto i dessert del giovedì. Non sei di Sarno se, nella tua vita, non hai mai varcato quelle vetrine e, seppur in ritardo, sei riuscito, comunque, ad evitare la prenotazione, accontentandoti di una “testa di moro”, di una zuppetta, la cassata. La pasticceria di Assalonne è entrata nel cuore di tutti, segno di un tempo che, immortale, scorre. Un antico proiettato nel moderno che, però, non stona. Anzi. Forse, è proprio quel senso del ricordo che spinge a varcare la soglia. Per inseguire i gusti di quando si era bambini e si andava dai nonni che avevano sempre pronte le “Rossana”, le buone caramelle che calmavano gli irrequieti. Ognuno ha un ricordo almeno legato ai suoi dolci. Un patrimonio non solo gastronomico, ma culturale da tutelare. Dall’Ottocento ai giorni nostri, la cortesia ha sempre fatto breccia nel cuore dei sarnesi. L’umiltà e il lavoro, quasi benedettino, hanno sempre premiato i titolari che si sono succeduti. Oggi, a raccogliere il testimone di questa grande tradizione è Guido Squillante che, come Assalonne, il suo predecessore, con la moglie accoglie i clienti e cerca, benevolo, di accontentare tutti. Una vecchia educazione, sempre di attualità e quell’afrore di coloniali. Insomma, l’ingrediente segreto dei dolci di Assalonne è la memoria. Proust, nella sua “Ricerca del tempo perduto”, grazie a una Madeleine, ripercorse i profumi, l’infanzia, la giovinezza. I dolci di Assalonne sono la porta verso il buon gusto e verso la memoria. I cioccolatini della Perugina. I biscotti danesi. Le scatole di latta. Non è retrò. E’ semplicemente bello. Un morso e sembra che la nonna torni a parlare con te, seduta in cucina, davanti a quei vecchi tavoli in marmo. In quei saloni dove si mettevano in mostra argenteria e cristalli che non venivano mai usati perché altrimenti si sciupavano. E il bicchierino di vermouth. I dessert di Assalonne, rigorosamente di giovedì, non hanno lo stesso sapore se non li accompagni con il vermouth. Tanti auguri ad Assalonne e, in fondo, a noi stessi. Perché celebrando lui, celebriamo la nostra vita.

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