La denuncia:“Io, pestato dai carabinieri”. Al via il processo

Redazione
Da Redazione ottobre 21, 2014 14:27

Denunciò di essere stato picchiato e minacciato da sei carabinieri, dopo essere stato prelevato dal suo bar. Ha preso il via ieri il processo a carico di quattro ex carabinieri della stazione di Sarno e di due agenti dell’ispettorato del lavoro. A rendere la sua lunga testimonianza c’era Alfonso Siano, titolare del bar «Filò» a Sarno, che il 6 giugno del 2012, a seguito di una verifica amministrativa, fu prelevato dal proprio bar con forza per essere condotto in caserma. Durante il tragitto, presso un garage sottostante al comando e in quest’ultimo, Siano ha riferito di  essere stato picchiato e minacciato da sei carabinieri. Questi ultimi, difesi dagli avvocati Carmen Battipaglia, Enrico Ranieri e Giovanni Annunziata, sono imputati per i reati di lesioni e minacce. L’avvocato Emanuele Esposito per il maresciallo dell’ispettorato del nucleo carabinieri lavoro. Tutto partì a causa di una richiesta di spiegazioni su di un verbale di 3000 euro. Il barista, subito dopo, fu prelevato dai carabinieri. Siano ha riferito di essere stato picchiato durante il tragitto in caserma, in un garage sottostante la stessa e infine ai piani alti. «Quando mi portarono dal maresciallo – ha detto Siano – lo credevo la mia salvezza. Invece mi diede una scarica di schiaffi. Dissi di non aver fatto nulla e che volevo essere collaborativo. Era una situazione surreale, mi dissero che avevo fatto una cretinata e che sarebbe stato difficile dimostrare quello che era successo». La drammatica vicenda di Siano, assistito dall’avvocato Raffaele Franco, si caratterizzò all’epoca da diverse anomalie. Da un arresto ritenuto dal gip «illegittimo», fino ad un’indagine per violazione del segreto istruttorio commesso da un ispettore di polizia, che dopo aver parlato con Siano, avvertì i carabinieri di una denuncia pronta a partire. La vittima riportò traumi ed ematomi alla faccia, sul corpo. «Te la vedrai nera in caserma – mi dissero – così tu e il tuo socio la smettete di fare i buffoni fuori al bar. In ospedale, dopo le prime cure, ricevetti la visita del comandante della stazione e mi disse che dovevo pensare solo alla mia salute e che tutto si sarebbe aggiustato. Stava cercando di convincermi a non andare in tribunale per l’interrogatorio. Quando tornai in caserma, mi chiesero se pensavo di sporgere denuncia. Dissero che non mi conveniva, non solo per il bar che avevo ma anche perché non avrei potuto dimostrare nulla. Diversi carabinieri si avvicinarono più volte a me qualche giorno dopo. Ero preoccupato per le conseguenze di una denuncia, ma fui rassicurato dal maggiore Simoniello, che raccolse la mia storia insieme ai carabinieri del comando provinciale». A testimoniare nel processo di ieri anche un ex appuntato della stazione di Sarno, che ha confermato con ulteriori dettagli gli episodi e le circostanze del racconto di Siano. «Solo un carabiniere – ha concluso Siano – fu solidale con me, mentre mi portavano a casa. Mi disse che aveva la pelle d’oca e che voleva andare via da quella stazione»

Nicola Sorrentino

(Il Mattino)  Foto di repertorio

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