La città dell’acqua a rischio crolli. Lo dice uno studio

Redazione
Da Redazione aprile 13, 2015 09:58

Sarno dall'altoCentro abitato a rischio crolli. È uno studio dei primi anni ’90 a parlare già di cedimenti a causa della captazione delle acque. Sarno sopperisce ai fabbisogni idrici di diversi comuni anche del vesuviano, ma di fatto ne riceve danni. È grave il rischio crolli, soprattutto nel centro storico. Un documento dell’ingegnere civile idraulico, Leonardo Cascini, mette nero su bianco una analisi dettagliata delle aree di dissesto, di cedimenti e di lesioni. La correlazione è evidente ed indubbia. «Si sta verificando nel comune di Sarno un fenomeno di subsidenza che ha già causato gravi danni. Esiste una stretta correlazione tra lo sfruttamento delle acque sotterranee praticato intensamente in tutto il comprensorio e gli abbassamenti dei livelli di falda che hanno prodotto cedimenti notevoli del sottosuolo». Uno studio che parte nel lontano 1992 e prende in analisi le principali sorgenti del comprensorio che sono quella di Mercato, Palazzo, Santa Maria La Foce, Santa Marina di Lavorate e Cercola. È a partire dagli anni ’60 che in prossimità di tali sorgenti vengono realizzate imponenti opere pubbliche di captazione delle acque ed inizia il prelievo di risorsa idrica fino a diventate incontrollato, non monitorato, selvaggio. È già nel 1989 che i tecnici del comune di Sarno denunciano importanti lesioni ad edifici attribuendone la responsabilità agli eccessivi emungimenti della falda. «Nel centro abitato si individuano ben tre aree di dissesto», scrive Cascini già oltre 20 anni fa. La città è pronta a chiedere i danni alla Gori e all’Ato 3 e lo fa attraverso un pool tecnico – giuridico che si sta costituendo. 

 

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Da Redazione aprile 13, 2015 09:58

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