Influenza killer psicosi e controlli dopo la morte dell’operaio

Redazione
Da Redazione febbraio 18, 2015 16:06

È psicosi in tutta la provincia dopo la morte di Emilio Farina, vittima dell’influenza killer. E, mentre l’Agro piange la scomparsa del 54enne di Pagani stroncato giovedì dall’ennesima crisi respiratoria all’ospedale di Sarno, a Scafati c’è chi può dire di essere ritornato alla vita dopo aver lottato e vinto la sua battaglia contro il virus dell’influenza A, sottotipo H1N1, meglio nota come influenza suina. Si tratta del giovane camionista dimesso il 4 febbraio scorso dal reparto di terapia intensiva dell’ospedale Mauro Scarlato.

Dall’ospedale Cotugno di Napoli fanno sapere che sono otto i casi accertati negli ultimi due mesi in tutta la regione, di cui quattro in provincia di Salerno: due a Sarno, uno a Scafati ed uno all’ospedale di Vallo della Lucania. Un dato fa riflettere: negli ultimi giorni è aumentato sensibilmente il numero dei tamponi naso-faringei inviati dai presidi sanitari delle varie province ai laboratori specializzati della struttura napoletana, per essere analizzati. A gettare acqua sul fuoco, invitando ad evitare inutili allarmismi, è il professor Mario Polverino, responsabile del reparto di fisiopatologia respiratoria dell’ospedale di Scafati. «I decessi per influenza A – spiega – ci sono stati in passato e ci saranno in futuro, ma interessano sempre soggetti ritenuti a rischio per età e condizioni di salute precarie. Non c’èmotivo di preoccuparsi. Di certo quest’anno paghiamo lo scotto di una mancata vaccinazione di massa (soprattutto per i soggetti più deboli),che ha aumentato le possibilità di contagio dei virus influenzali». Il Mattino

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Da Redazione febbraio 18, 2015 16:06

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