Infermieri dimezzati nelle sale operatorie, il manager Squillante difende la scelta

Redazione
Da Redazione aprile 7, 2014 09:59

«È stata toccata l’unità aggiuntiva, operativa in ore di lavoro straordinario, per questo è nata la polemica. A me interessa un principio: che lo standard in Italia, il quale prevede due infermieri in reparti con dieci posti letto, sia rispettato in tutta la mia Asl, da Sapri a Scafati».
Così il direttore generale dell’azienda sanitaria salernitana, Antonio Squillante, dopo il polverone sollevato dalle proteste degli infermieri impegnati nelle sale operatorie del Martiri del Villa Malta. Tagliate le unità infermieristiche, saranno ora assicurati due operatori, prima erano in tre, sia in fascia oraria diurna che in quella notturna. Azzerate le reperibilità e gli straordinari festivi e notturni. Ad avviare l’ottimizzazione delle risorse ed il contenimento della spesa, rispetto al badget che la Regione garantisce all’ospedale, è stata la dirigenza che ha passato in rassegna l’intero carico di lavoro. Squillante precisa il bisogno di un riassetto nei vari nosocomi salernitani anche per riequilibrare il lavoro ed i conti.
«C’è stata una necessità di riorganizzazione finalizzata ad uniformare la gestione delle varie strutture. Abbiamo equiparato Sarno agli altri ospedali. Vallo della Lucania riesce a far funzionare lo stesso reparto con questo assetto, non si capisce perchè a Sarno non possa essere così. Razionalizzando le attività dei vari presidi garantiamo uguale tutela ai dipendenti anche rispetto al carico di lavoro c’è maggiore equilibrio. Certo, c’è sicuramente una riduzione ed un risparmio per la sanità perché, molto spesso, la terza unità che c’era prima veniva garantita in straordinario. È stata dapprima avviata una verifica e dopo è stata predisposta una riorganizzazione che va a parificare Sarno con tutti i presidi non solo salernitani, ma in tutta Italia».
La verifica ha prodotto una documentazione dettagliata con tutti i numeri di operatività tra costi del personale, sedute operatorie, interventi ordinari e straordinari. La direzione ha fatto un esame del piano di lavoro tracciando addirittura una media del tempo di impiego delle quattro sale operatorie a disposizione. Tre sono riservate alle operazioni chirurgiche programmate ed una per le urgenze con un tempo medio di 80 minuti per ciascun intervento. È su questi dati che si è poi passati ai tagli riducendo gli infermieri. «Ci sono ospedali con lo stesso carico di lavoro nei quali operano bene due infermieri – spiega il manager dell’Asl – Abbiamo ritenuto opportuno rendere omogenea l’attività ovviamente in diminuzione e non in aumento perché dobbiamo tener presente il budget a disposizione». Rossella Liguori 

 

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Da Redazione aprile 7, 2014 09:59

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