Inchiesta truffe all’Inps, spunta anche un video pedopornografico

Redazione
Da Redazione marzo 2, 2016 09:32

Inchiesta truffe all’Inps, spunta anche un video pedopornografico

Rischia di aggravarsi la posizione di uno degli indagati coinvolti, l’estate scorsa, nella maxi inchiesta della Procura di Nocera Inferiore su un giro di false assunzioni a danno dell’Inps. Secondo una relazione effettuata dal consulente tecnico d’ufficio (Ctu) su uno dei computer delle persone attenzionate dal pm Roberto Lenza, sarebbe stato rinvenuto un video contenente materiale pedopornografico. Circostanza che ha fatto sì che il contenuto di quella relazione, insieme agli elementi a carico di quel singolo indagato, venisse inviato per competenza alla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. La quale è infatti competente per quei reati rientranti nell’articolo 600 quater del codice penale. Spetterà alla Dda valutare il materiale probatorio a disposizione, per poi procedere con un’eventuale contestazione nei riguardi del proprietario del computer. Magari dopo un’analisi ulteriore di tutti gli elementi allegati al fascicolo. L’ulteriore risultato investigativo della procura nocerina è parte integrante della maxi inchiesta ribattezzata «Mastrolindo», divisa in più tronconi dal 2012 e che vedeva al centro delle sue contestazioni una truffa a danno delle casse dell’Inps. Il filone di riferimento, in questo caso, è quello collegato alle aziende agricole e ai rapporti fittizi di lavoro. Molte di queste imprese, dopo aver assunto i lavoratori, provvedevano poi a licenziarli in blocco. E registrando, per l’occasione, un breve periodo di occupazione. In questo modo, si riusciva a far sì che i rapporti di assunzione avessero durata corrispondente al periodo di tempo necessario al raggiungimento del numero minimo di giornate di lavoro. Quel numero, serviva per beneficiare dell’erogazione delle indennità di disoccupazione previste dalla legge.Più di 30 gli indagati, con indagini e riscontri effettuati dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria. Un filone che ha coinvolto, a dispetto dei precedenti, diverse figure professionali: dai responsabili di patronati, a factotum e professionisti, impegnati a costituire imprese «fantasma» per la creazione di rapporti di lavoro fittizi. L’indagine si è chiusa da svariati mesi, con alcune posizioni trattate separatamente e altre in attesa dell’udienza preliminare. Un ruolo particolare – secondo la procura – lo avrebbero rivestito anche funzionari delle sedi Inps di Nocera Inferiore e Salerno. Se per uno vi è l’accusa di corruzione e di rivelazione di atti segreti d’ufficio, per altri due c’è la circostanza presunta di aver omesso i controlli sulle varie imprese deputate alle false assunzioni. Un meccanismo che avrebbe consentito ai truffatori di sentirsi al sicuro sotto la vigilanza di ispettori compiacenti. Le coperture che infatti avrebbero assicurato, mediante ispezioni mancate o effettuate in ritardo, avrebbero garantito al resto dei coinvolti di continuare a consumare la truffa con al centro i cosiddetti lavoratori fittizi. La procura di Nocera Inferiore si appresta a chiudere nelle prossime settimane un ulteriore filone d’indagine, concentrato questa volta sui vertici nazionali e regionali dell’istituto previdenziale. E con al centro le indennità di alcuni funzionari e dirigenti, che sarebbero state «gonfiate» insieme ai premi di produzione. Da qualche giorno, sulla posizione di uno dei tanti indagati, ci è finita anche l’Antimafia. Proprio su uno dei computer sequestrati a seguito delle indagini, è stato scoperto un video di carattere pedopornografico. Nicola Sorrentino

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Da Redazione marzo 2, 2016 09:32

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