Il documento di dimissioni è viziato

Redazione
Da Redazione febbraio 26, 2014 11:05

Il documento di dimissioni di massa si è rivelato un pasticcio il Prefetto potrebbe annullarlo. La firma di Bruno Liguori poi assente all’appello di identificazione, la procedura adottata per la raccolta firme senza alcun passaggio al protocollo, potrebbero inficiare l’atto. Tutta la documentazione è ora al vaglio del Prefetto di Salerno, Gerarda Maria Pantalone, che si è riservato la decisione. Il decreto di scioglimento che si attendeva per le 12 di ieri mattina, non è arrivato, e tutti gli atti sono sotto la lente d’ingrandimento perché la procedura potrebbe essere irregolare. Ci sono più punti che non tornano e si è vicini all’annullamento del documento. Il segretario generale del Comune di Sarno, Carmela Cucca,  ha  consegnato in Prefettura un plico di materiale cartaceo del consiglio comunale di lunedì sera. Davanti a tutti il foglio con le 16 firme, di altrettanti consiglieri di maggioranza e di opposizione, a rassegnare le dimissioni per decretare così la fine del Mancusi bis.

Un disordine in aula scandito da interventi, liti, scontri infuocati tra consiglieri ed accuse al primo cittadino. Un groviglio di fogli e dichiarazioni, ed un caos negli atti e nelle procedure tale da far partorire un documento che rasenta l’irregolarità. L’errore più lampante è la data apposta sull’atto. Segnato nero su bianco il 24 febbraio 2013. Sbagliato l’anno e nessuno dei  16 firmatari sembra essersene accorto. Una svista che sarebbe potuta passare inosservata se ora non fosse per le altre anomalie venute fuori. Tecnicamente imperfetta la procedura, che è il nodo da sciogliere. Le dimissioni non sono state formalizzate attraverso alcun atto depositato presso l’ufficio protocollo dell’ente, ma rassegnate in sede di assise attraverso la consegna di una lista di 16 firme nelle mani del segretario generale. Un procedimento singolare tanto da far scattare subito la verifica in aula, anche perché alcune firme risultavano illeggibili. E proprio sull’accertamento dell’autenticità  si è compiuta l’ennesima stranezza.

Nell’appello avviato dal segretario per la conferma  da parte dei firmatari della  volontà di dimettersi, Bruno Liguori esponente di Forza Italia, è risultato assente in aula. Di norma si sarebbe dovuto passare direttamente alla surroga dei 15 consiglieri dichiaratisi dimissionari su atto del presidente del consiglio comunale, Ignazio Ingenito. Cosa che però non è avvenuta e si è temporeggiato attendendo il ritorno in aula di Liguori e procedendo ad un nuovo appello. La conferma  di dimissioni è poi arrivata su tutte le 16  firme. Oggi c’è chi accusa il presidente Ingenito, reo di aver guadagnato tempo per assicurare la caduta del governo cittadino. E’ Livio Falciano, esponente di Fdi, a puntare l’indice. “E’ stato scorretto il comportamento di Ingenito che non ha proceduto alla surroga, ma ha tentennato, credo di proposito, per far in modo che si arrivasse a decretare la caduta dell’amministrazione. Non è stato un atteggiamento imparziale come ci si aspettava. Liguori non era in aula, si doveva procedere secondo regolamento, ma questo non è stato fatto. L’atto è illegittimo ed avallato da un accanimento personale”. Della stessa opinione Antonio Esposito, che mette in discussione la validità dell’atto. “Liguori prima ha firmato, ma all’atto della conferma della firma non c’era, l’autenticità è stata confermata dopo oltre 10 minuti. Il commissariamento dell’ente potrebbe avere risvolti negativi per l’intera comunità, il solo fatto di aver pensato di mandare a casa un’amministrazione comunale a tre mesi dalle elezioni è da catalogare come un atto scellerato. 

È sicuramente venuto a mancare il senso di responsabilità che dovrebbe appartenere a chi ricopre un ruolo ed una funzione importante. Sono convinto che le dimissioni dei 16 consiglieri comunali non saranno considerate valide per le modalità di presentazione e che l’amministrazione potrà portare a termine il proprio mandato.” A difendere la procedura è Enrico Squillante, firmatario della dichiarazione ed esponente di Sarno Rinasce Libera che parla dell’esistenza di un altro documento che avrebbe dovuto siglare la sfiducia al sindaco, poi non presentato optando per le dimissioni. “In realtà avevamo intenzione di sfiduciare il sindaco. I tempi però sarebbero stati più lunghi ed abbiamo deciso quindi di rassegnare le dimissioni in sede di consiglio comunale. Tutto è accaduto al momento”.  Rossella Liguori

 

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