“I testimoni sono anonimi”, sarnese assolto da rapina

Redazione
Da Redazione settembre 22, 2017 11:17

“I testimoni sono anonimi”, sarnese assolto da rapina

Era sotto processo perché accusato di aver rapinato un’anziana. Dopo essersi avvicinato a lei in sella ad uno scooter, sul quale c’era anche un’altra persona, aveva scippato la borsa della vittima per poi fuggire indisturbato. Ieri in aula il colpo di scena: gli elementi acquisiti dagli inquirenti durante le indagini, che avevano anche condotto all’arresto del giovane, provenivano da fonti anonime. E dunque, non utilizzabili per un processo. Al termine dell’udienza, il pubblico ministero è stato costretto a chiedere la sentenza di assoluzione per il 24enne M.T.. La pronuncia dei giudici arriverà il prossimo 13 ottobre. Era il 19 maggio 2011, quando un’anziana donna si recò al commissariato di polizia, in compagnia di due persone. Parlò prima con un agente, poi con un secondo, che raccolse la sua denuncia con la quale spiegò di essere stata scippata da due persone. La descrizione che fornì era chiara, dagli indumenti al numero di targa, consegnato su di un foglio di carta, fino alla strada utilizzata dai rapinatori per fuggire.

 Gli agenti del commissariato di Sarno risalirono allo scooter e al suo proprietario, la nonna dell’imputato. Si diressero verso il suo domicilio, dopo aver comparato la descrizione degli indumenti e il modello dello scooter attraverso le immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza. Qui trovarono il 24enne (già implicato in diversi processi per droga e rapina, oltre che autore della sparatoria dello scorso ottobre a Nocera Inferiore, all’esterno di una palestra) e lo arrestarono. Ma durante l’esame dell’ agente di polizia di Sarno che aveva verbalizzato la denuncia della vittima, si è scoperta l’altra verità. A fornire tutti gli elementi per risalire a T. erano state le due persone in compagnia dell’anziana, nella cui denuncia non aveva fornito invece alcun elemento utile ad identificare gli autori della rapina.

Inoltre – dato fondamentale ed emerso dal controesame del legale difensore Giovanni Annunziata – quelle due persone, pur presenti in commissariato, non furono mai sentite né le loro informazioni furono verbalizzate. Di conseguenza, quei mezzi di prova di cui si era servita indirettamente la polizia non potevano essere utilizzati durante il processo. Ragioni che hanno spinto il pubblico ministero a chiedere l’assoluzione per il giovane imputato. Il Mattino

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Da Redazione settembre 22, 2017 11:17

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