I detriti lasciati dai roghi portati a valle dalle piogge grido d’ allarme di Canfora

Redazione
Da Redazione settembre 13, 2017 13:19

I detriti lasciati dai roghi portati a valle dalle piogge grido d’ allarme di Canfora

Prime piogge ed in vasche e canali, del sistema delle opere di messa in sicurezza, scivolano fango e detriti. È con ogni probabilità il materiale lasciato lungo le pendici della montagna dagli incendi di questa estate che hanno devastato la vegetazione. Residui che, rimestati dall’ acqua piovana, si sono staccati finendo nei canali e quindi nelle grosse vasche di contenimento che servono a mitigare proprio il rischio smottamenti. Le preoccupazioni si sono rivelate fondate, ed è ancora più alta la tensione per i residenti delle zone rosse nella periferia di Episcopio, la più colpita dalla frana del 5 maggio 1998. I roghi di evidente natura dolosa hanno lasciato in tutta l’ area pedemontana grosse quantità di detriti tali da far aumentare il rischio di cedimenti e di colate rapide di fango a valle. Il sindaco e presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora, invoca interventi di manutenzione ordinaria per scongiurare emergenze ed ancora di più mitigare il pericolo. «Servono interventi ordinari che ci consentano di uscire da uno stato perenne di emergenza ad ogni pioggia ha detto CanforaQuesto, tra le alte cose, ridurrebbe le spese facendo sì che i fondi possano essere sufficienti a garantire opere costanti per la sicurezza dei luoghi. A nulla valgono gli interventi tampone in inverno, urge una programmazione globale e regolare. Servirebbero cinquecentomila euro per provvedere al mantenimento delle opere di tutto il sistema idraulico, ed assicurare alla città di uscire da un rischio col quale convive. Si tratta di operare su sette vasche di contenimento e venticinque chilometri di canali da bonificare, pulire e mantenere». Aree, dunque, ad alto rischio idrogeologico che attendono ancora, dopo 19 anni, indispensabili interventi per rendere il sistema di sicurezza ulteriormente efficace ed efficiente. La preoccupazione che i residui degli incendi potessero scivolare a valle aveva già spinto il sindaco, dopo il bollettino della Protezione Civile di allerta meteo, ad emanare un’ ordinanza per vietare il transito lungo le strade collinari e pedecollinari.

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