I cento anni di Titina ‘a fruttaola, un’anima popolare.

Redazione
Da Redazione dicembre 6, 2017 10:34

I cento anni di Titina ‘a fruttaola, un’anima popolare.

Compie cento anni Cristina Annunziata. Titina ‘a fruttaola e’ sempre stata l’esempio del folklore sarnese. Lo spontaneismo della festa e il sangue pulsante del centro storico che, nei momenti di coinvolgimento collettivo sgorgava. Carnevale come anche la Madonna, Titina guidava le donne che ubbidivano al semplice richiamo delle nacchere. In piazza Croce, si esibiva a Carnevale, dando sfogo al suo intimo desiderio di evasione. Il senso di un popolo che lotta lavorando e che si trasfigura nei consacrati attimi di gioia conclamata. Non era Carnevale senza Titina, ‘a banda ‘i Ciculera, Leone, i Sciore. L’etica del lavoro, la riservatezza quotidiana che fuoriusciva quando doveva. Nacchere e tammorre a esorcizzare la sussistenza, l’equilibrio del vivere. L’abito caratteristico. Titina incarna lo spirito libero di un popolo a cavallo tra due secoli. A cavallo tra la tradizione conservatrice e il progresso che spinge. Un futuro dalle antiche radici che invitano a non dimenticare la gioia. Una gioia che esorcizza tutto, anche la morte. Un suono di nacchere e il ballo. Viscerale. L’animo del vicolo e del centro storico. Li’ , impassibile. A tessere il filo del tempo che passa conservando trame antiche. Titina è l’anima semplice di una città che non c’è più. Guardata attraverso le vetrine di un negozio rimasto quasi solo. E attraverso quei vetri, lei ha visto cento anni di storia. La guerra, i calesse, le automobili. Tutto aumentare in maniera spropositata. Ma il progresso non ce l’ha fatta a cancellare l’anima popolare, la nacchera che suona. Il richiamo quasi tribale. Buon compleanno Titina. Buon compleanno Sarno.

Gaetano Ferrentino

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Da Redazione dicembre 6, 2017 10:34

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