Gori: dalla bolletta da 1 centesimo ai distacchi

Redazione
Da Redazione marzo 30, 2015 11:20

Gori sotto accusa, dalla bolletta da 1 centesimo alle cartelle con cifre a più zeri passando per le “partite pregresse ante 2012” ed i distacchi. Gli utenti chiedono di rivedere le cartelle ed è guerra sulla gestione delle risorse idriche. Bollette strane come quella recapitata ad un utente riportante un consumo quantificato in 0,01 euro fino a quelle con somme estreme da oltre 800 euro. Costi esosi accompagnati dall’espressione “recupero partite pregresse ante 2012”  riportata su migliaia di bollette inviate a coloro che ricadono nell’ambito territoriale sarnese – vesuviano. Cartelle  per 76 comuni e circa 500 mila utenti dell’Ato 3, che andranno a coprire i 122 milioni di euro che la Gori ha quantificato come credito da recuperare entro il 2017. Documenti attraverso i quali si chiede il riscatto di soldi relativi agli anni 2006-2011, che, come ha sottolineato la società “si sono accumulati nel corso del tempo a causa dell’inadeguatezza delle tariffe deliberate dall’assemblea dell’ente d’ambito”. Eppure un avvocato sarnese, Lucio Annunziata, ha impugnato le fatture Gori ottenendo dalla società delle note di credito per gli utenti. “Ho impugnato le  fatture dinanzi al Giudice di Pace – ha spiegato il legale – ottenendo lo storno delle somme richieste con la emissione della Gori spa di “note di credito”.  Questo per  utenti che si sono visti compensare il credito vantato per la depurazione sulle fatture delle partite pregresse e per quelli che hanno già provveduto a pagare”. Intanto la società che gestisce le risorse idriche ha impugnato l’ordinanza attraverso la quale le veniva proibito di procedere ai distacchi dei misuratori idrici ed il sindaco, Giuseppe Canfora ha chiamato in causa il Prefetto definendo “vessatorio” l’atteggiamento della Gori.  “ Si stanno determinando notevoli inconvenienti, anche e soprattutto di carattere igienico-sanitario. L’interruzione di fornitura di acqua potabile per usi domestici comporta la perdita, per l’immobile interessato, del fondamentale requisito di abitabilità. Appare del tutto evidente che tale problematica, oltre agli inconvenienti igienici, genera un sempre diffuso allarme sociale”. L’ufficio tecnico del comune ha preparato una relazione nella quale specifica che “la mancanza di acqua non può assolutamente garantire i requisiti minimi di benessere” . Rossella Liguori 

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