GDF Salerno: Bilancio delle attività svolte dai reparti nel 2013

Redazione
Da Redazione febbraio 6, 2014 12:03

Evasione fiscale internazionale, economia sommersa, reati e frodi tributarie: questi i fenomeni al centro dell’attività della Guardia di Finanza nel 2013 per i gravi danni che producono al bilancio dello Stato, dell’Unione Europea, delle Regioni e degli Enti locali, alterando anche la concorrenza tra imprese.

La lotta all’evasione fiscale è stata condotta secondo l’approccio trasversale tipico della Guardia di Finanza, in grado di colpire in modo unitario tutti gli aspetti di illegalità connessi alle violazioni tributarie attraverso verifiche e controlli, indagini, analisi di rischio e controllo del territorio per far emergere anche i responsabili di altre forme di illeciti tributari.

Complessivamente, nell’anno 2013, sono state eseguite 739 verifiche e 890 controlli che hanno portato alla constatazione di oltre 630 milioni di imponibile sottratto alle imposte sui redditi (risultato superiore al 2012), oltre 106 milioni di euro di imposta sul valore aggiunto evasa.

Il contrasto all’economia sommersa ha portato all’individuazione di 172 “Evasori TotalI” e 18 “Paratotali”, i quali, complessivamente, hanno occultato al fisco redditi per oltre 502 milioni di euro (risultato superiore al 2012) ed I.V.A. per oltre 139 milioni di euro (+64% rispetto al 2012). Si tratta di soggetti che hanno svolto la propria attività economica senza dichiarare alcun reddito.

Sono stati scoperti, inoltre, 278 lavoratori in nero e/o irregolari (specialmente nelle attività di bar e ristorazione in genere e nei lavori edili non specializzati).

è stata proposta l’adozione della misura di sicurezza del sequestro preventivo, ai sensi dell’art. 321 c.p.p. di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, dei quali è consentita la confisca penale, anche “per equivalente”, cioè lo strumento per contrastare l’evasione fiscale e permettere allo Stato di espropriare i beni e/o le cose di provenienza illecita, per un valore di oltre 192 milioni di euro.

La repressione delle violazioni tributarie ha visto la denuncia, per reati fiscali, di 371 persone.

Le indagini in materia di reati bancari, societari e fallimentari, che spesso si affiancano alle violazioni di carattere fiscale, hanno consentito di segnalare all’Autorità Giudiziaria 58 persone, di cui 7 tratte in arresto.

Nel settore del commercio al dettaglio, sono stati svolti 5.311 controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali con il rilevamento di 3.588 infrazioni per mancata o irregolare emissione del previsto documento fiscale, pari al 68%. In proposito, nei confronti dei soggetti che hanno commesso reiterate violazioni della specie, sono state inoltrate all’Agenzia delle Entrate 122 proposte di chiusura dei locali aziendali: 82 sono stati i provvedimenti eseguiti.

La tutela del bilancio dello Stato e del bilancio dell’Unione Europea oltre che sul fronte delle entrate si estrinseca su quello delle uscite attraverso controlli volti ad accertare che le contribuzioni erogate nei diversi settori di intervento pubblico siano effettivamente ottenute ed impiegate secondo le previsioni normative. In tale contesto, i Reparti della Provincia hanno effettuato 146 interventi in materia di aiuti all’agricoltura ed altri finanziamenti nazionali e provenienti dall’U.E., rilevando contributi indebitamente percepiti per oltre 3,6 milioni di euro e segnalando all’A.G. 142 soggetti responsabili di comportamenti truffaldini, uno dei quali tratto in arresto.

Sempre in materia di spesa pubblica è rilevante anche l’attività svolta dal Corpo su delega della Corte dei Conti. Nel 2013, il danno erariale accertato è stato di 11,5 milioni di euro, derivante anche dalla cattiva gestione della “cosa pubblica”.

Di assoluto pregio, rispetto agli anni passati, i risultati ottenuti dalla Guardia di Finanza di Salerno nella lotta alla criminalità organizzata: in tale comparto, infatti, risaltano le attività investigative condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria.

Le indagini hanno portato alla denuncia di 221 persone, per reati che vanno dall’associazione di tipo mafioso e alla violazione delle normative antimafia, nonché al sequestro e/o confisca di beni e capitali di provenienza illecita, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria  ai sensi della normativa antimafia, per oltre 92 milioni di euro.

L’attività svolta nel settore del traffico delle sostanze stupefacenti ha consentito il sequestro di oltre 25.000 grammi di sostanze stupefacenti. 23 persone tratte in arresto, 30 soggetti denunciati a piede libero e 72 quelli segnalati alla Prefettura per violazioni di carattere amministrativo (uso personale).

Si evidenziano, inoltre:

–         la denuncia per contrabbando di prodotti petroliferi di 73 persone, a seguito di 61 interventi, conclusisi con il sequestro di oltre 104 tonnellate di gasolio, carburanti e G.p.l. che erano stati tassati per uso agevolato ma in realtà distratti fraudolentemente per l’autotrazione. Gli sviluppi investigativi a carico delle organizzazioni contrabbandiere hanno consentito di accertare il consumo in frode di oltre 1.745 tonnellate di prodotti petroliferi, con un’evasione d’imposta pari a oltre 2,1 milioni  euro ed il sequestro di 8 mezzi;

–         il sequestro di oltre 702 chilogrammi di tabacchi lavorati, di 9 automezzi e la segnalazione alla Magistratura di 25 persone, di cui una tratta in arresto.

–         la denuncia di 330 persone ed il sequestro di 511 congegni e apparecchi elettronici (videopoker, videogame, slot-machine, computer) e di denaro contante pari ad oltre 24.500 euro, a contrasto del fenomeno del gioco illegale;

–         la denuncia all’autorità giudiziaria, a seguito di 79 interventi repressivi, di 83 persone, per reati in materia di tutela dei marchi, brevetti e diritti d’autore. Inoltre, l’attività di servizio, sviluppata sia nella fase dell’illecita importazione che in quelle della produzione e della commercializzazione, ha portato al sequestro di oltre 86.590 mila pezzi contraffatti, recanti la falsa indicazione del “made in italy” ovvero di contrabbando (giocattoli, capi di abbigliamento, materiali utensili, detersivi e altri prodotti), nonché oltre 3.400 compact disk e Dvd.

Un settore, altrettanto importante, che costituisce espressione tipica delle funzioni di polizia economico – finanziaria del Corpo, è l’azione di contrasto ai traffici illeciti assicurata mediante un “sistema operativo integrato” che si basa sulla vigilanza dei confini marittimi esercitata sul mare e nello spazio aereo, sulla sorveglianza della frontiera comunitaria terrestre, portuale ed aeroportuale.

Nel Porto di Salerno, a seguito di “Analisi dei Rischi”, sono stati individuati e controllati 280 container e, in 21 casi, sono state rilevate irregolarità. In particolare, sono stati sequestrati kg. 248,680 di t.l.e., 181.000 bombolette spray deodoranti, kg. 23.000 di olio di sansa di oliva privi di indicazioni di origine e provenienza, 39.720 paia di sandali da spiaggia, kg. 211.299 di rifiuti speciali (gabbie in disuso per all’allevamento di pollame, indumenti usati, colonnine per rifornimento di carburante, pneumatici usati, elettrodomestici usati, macchinari usati dismessi), 9 mezzi di trasporto, 2 polizze assicurative contraffatte, 21 tartarughe, introdotte nel territorio dello Stato in violazione alla Convenzione di Washington, 4 gabbie per la cattura di fauna selvatica, kg. 47,04 di gasolio nel comparto accise. Denunciati 47 soggetti all’Autorità Giudiziaria.

Le unità navali della Sezione Operativa Navale di Salerno hanno eseguito 390 missioni operative, nel corso delle quali hanno sottoposto a controllo 579 imbarcazioni, soccorso 17 persone e contestato 270 violazioni amministrative in materia di codice della navigazione, nautica da diporto e normativa sulla pesca.

Il Reparto navale, inoltre, nel corso di 668 controlli eseguiti a mare ed a terra, ha denunciato all’Autorità Giudiziaria 141 soggetti responsabili di abusi edilizi, inquinamento marino, pesca di frodo, sicurezza della navigazione ed occupazione di demanio e suolo pubblico.

Nel corso delle attività sono stati sottoposti a sequestro: 410 unità immobiliari, 178.818 mq. di aree, prevalentemente demaniali, 6 imbarcazioni, 125 attrezzi da pesca e diverse tonnellate di prodotti ittici, per un valore complessivo, riferito ai beni mobili ed immobili, di 52.650.000 euro.

In conclusione, il 2013 è stato un anno molto impegnativo, ma costellato di importanti risultati per le Fiamme Gialle salernitane, presenti attivamente sul territorio e sempre attente alle esigenze della collettività.

Tale attenzione è ulteriormente dimostrata dalle oltre 5.600 pattuglie, impegnate in servizi di controllo del territorio, che hanno visto anche la repressione di reati comuni, svolti nell’ambito del dispositivo collegato al numero di pubblica utilità “117”, al quale la popolazione salernitana si è rivolta con oltre 520 chiamate. Anche il livello "qualitativo" delle chiamate è stato superiore, in termini di dettagli riferiti: in materia di mancato rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale, di irregolarità in materia di disciplina dei prezzi, di tentativi di truffe commerciali, senza tralasciare le richieste di soccorso o di assistenza.

 

Tra le indagini di maggior spessore condotte dalle Fiamme Gialle salernitane nel corso del 2013, quelle note ai media sono:

Þ     il filone investigativo del noto pregiudicato “CORRADO Ferdinando” (già appartenente al sodalizio criminoso denominato “clan SERINO”, capeggiato da SERINO Aniello, alias “o’pope”, zio dello stesso CORRADO), conclusa con il sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per oltre 27,5 milioni di euro;

Þ     gli accertamenti patrimoniali sul conto di Meluzio Antonio e Angelo, contigui all’associazione camorristica “Nuova Famiglia”, Fedone Domenico e Cirillo Giuseppe, esponente apicale della criminalità organizzata operante nel territorio della piana di Sibari, conclusi con il sequestro di beni per un valore stimato 47 milioni di euro;

Þ     l’operazione denominata “SCUOLE FANTASMA”, con la scoperta di un sodalizio criminale dedito alla commissione di plurimi reati di associazione per delinquere, interruzione di pubblico servizio, truffa ai danni dello Stato e falso continuato. 132 persone deferite all’A.G., 2 delle quali destinatarie di misura cautelare personale. Eseguite 8 verifiche fiscali, che hanno consentito di quantificare gli ingenti proventi conseguiti, con l’emersione  di oltre 5 milioni di euro sottratti alla tassazione diretta, 3,3 milioni di euro di IRAP e 730mila euro di ritenute sulle retribuzioni evase. Sequestro preventivo di 59 unità immobiliari, tra cui 3 ville di pregio, 5 veicoli, disponibilità finanziarie per 1,7 milioni di euro e polizze assicurative.

Þ     il fallimento dello storico pastificio “Antonio AMATO S.p.A.”, culminato con l’esecuzione di cinque ordinanze applicative di misura cautelare agli arresti domiciliari sono stati sottoposti a custodia cautelare in carcere l’ex Onorevole Paolo DEL MESE, già Presidente della VI Commissione Finanze per gli anni dal 2006 al 2008, nonché l’avv. Simone LABONIA, entrambi accusati di concorso in bancarotta fraudolenta.

Þ     l’operazione denominata “BRAVE”, che ha visto coinvolto anche un primario gruppo bancario nazionale, individuando un riciclaggio di denaro, per 2,8 milioni di euro, derivante da un ingente traffico di 21.597 tonnellate di rifiuti. Denunciate undici persone responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, traffico e gestione non autorizzata di rifiuti, frode fiscale e riciclaggio;

Þ     le frodi nel mondo del calcio, riguardanti squadre militanti nella “Lega Pro”, le cui società evadevano il fisco attraverso il ricorso a fatture per operazioni inesistenti, specie per sponsorizzazioni, creando nel contempo fondi neri utilizzati per il pagamento di compensi ai calciatori e per altre finalità illecite. E’ stato così rilevato un imponibile, occultato ai fini delle imposte dirette, di 42 milioni di euro e un’I.V.A. evasa di 1,5 milioni di Euro, rilevando responsabilità penali a carico di 216 soggetti, di cui 3 tratti in arresto.

Þ     il sequestro di un’ampia coltivazione di “cannabis indica”, contenente oltre 2.000 piante, operato la scorsa estate, proprio a ridosso dell’area archeologica di Paestum, patrimonio mondiale dell’U.N.E.S.C.O.;

Þ     l’oscuramento per gli utenti italiani, di 2 siti di file sharing, che si presentavano come forum, nonché tracker, finalizzati alla raccolta, indicizzazione e diffusione di materiale tutelato da diritto d’autore, attraverso la condivisione dei c.d. “file torrent” che permettevano di reperire sulla rete le opere pirata. Le complesse  investigazioni tecniche, permettevano di appurare che i siti individuati consentivano l’accesso a più di 12,5 milioni di opere.

Comunicato stampa

Redazione
Da Redazione febbraio 6, 2014 12:03

Seguici su…