Frane, terremoti e rischi vulcanici: ecco la mappa

Redazione
Da Redazione agosto 25, 2017 10:18

Frane, terremoti e rischi vulcanici: ecco la mappa

In provincia di Salerno ci sono 592mila persone che vivono in zone a rischio frana, mentre ce ne sono altre 290mila che abitano in aree a rischio alluvione. A dirlo, nero su bianco, è l’ indagine condotta congiuntamente dall’ Istat, l’ istituto nazionale di ricerca e dall’ Ispra, l’ istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Un archivio, alla portata di tutti con un semplice click, in cui, nero su bianco, e comune per comune, vengono evidenziate tutte le criticità già presenti sui singoli territori. Una fotografia vera e propria, insomma, che rappresenta il punto di partenza della conoscenza necessaria alle singole amministrazioni pubbliche per avviare progetti di risanamento ambientale mirati e con obiettivi specifici. Tre le tipologie di rischio analizzate nel report: quello vulcanico, quello idrogeologico e quello sismico. La provincia di Salerno, sicuramente, è abbastanza lontana dal rischio vulcanico, mentre risultati di certo non confortanti arrivano sia sul versante idrogeologico che sismico. La mappa di pericolosità sismica della provincia di Salerno presenta una situazione abbastanza prevedibile: sono sei le fasce diverse di rischio terremoto. Laddove per rischio terremoto – poiché il fenomeno di certo non è prevedibile- si intende la percentuale di movimento della terra in caso di sisma avvertito. E cioè quanto tremerebbe la terra in caso di scossa. Sicuramente più stabile è la fascia costiera del territorio, che entra nella fascia azzurra, e cioè a basso movimento della terra (la quarta fascia sulle dodici che rappresentano il minimo e il massimo di spostamento).

Agro nocerino sarnese, valle dell’ Irno, Picentini e Alburni, invece, si collocano nella fascia verde, che è ancora sotto la media, ma con un indice di movimento più alto in caso di scossa. Esattamente a metà classifica, quindi con un rischio moderato, ci sono tutti i paesi dell’ entroterra meridionale della provincia di Salerno: Contursi Terme, Petina, Caggiano, San Pietro al Tanagro, Sanza, Casaletto Spartano, Sassano. Che rientrano nella fascia di attenzione color arancione. Ai livelli più alti, e cioè nella fascia rossa e viola (la più a rischio) ci sono poco meno di 30 comuni. Sempre della fascia montuosa a confine con la provincia di Avellino e con la Basilicata. Di questi, sono sei quelli che rientrano nella fascia viola, che, in termini assoluti, è la undicesima sulle dodici totali. Si tratta dei centri di Santomenna, Laviano, San Gregorio Magno, Castelnuovo di Conza, Ricigliano e Montesano sulla Marcellana. Il report, poi, mette a confronto anche un’ altra informazione che ben si intreccia con gli indici di movimento del terreno, e cioè l’ anno di costruzione delle case e i materiali con cui gli edifici residenziali della provincia di Salerno sono stati costruiti. Ebbene, da Scafati a Sapri il 68.69 per cento delle case risulta essere stato costruito prima del 1980 anno zero per la provincia, visto il sisma che portò gravi conseguenze sul territorio locale mentre il 29 per cento delle abitazioni è stato realizzato tra il 1981 e il 2005. Solo il 2 per cento dei circa 500mila edifici residenziali della provincia è stato costruito negli ultimi dodici anni. In termini assoluti, vale a dire che dal 2005 ad oggi sono stati realizzati solo 10mila nuovi palazzi in tutta la provincia. E la cosa che fa preoccupare di più è che oltre l’ 80 per cento di queste case è normalmente abitata almeno da una persona ed è realizzata più frequentemente in muratura portante piuttosto che in calcestruzzo armato.

Sono, invece, 592mila i salernitani che vivono in zone a rischio idrogeologico, e cioè in aree dove ci sono conformazioni tali del terreno da rendere più possibile il verificarsi di frane o di alluvioni, intese come difficoltà di drenaggio di abbondante acqua piovana. È senza dubbio questo il rischio più elevato e avvertito dal territorio salernitano, anche se si analizzano i dati relativi alla sola città capoluogo. Che conta circa 80mila residenti (dei circa 135mila totali, quindi oltre la metà) che risiedono in zone a rischio frana, anche se moderata. Mentre sono 527 i salernitani che abitano in zone ovviamente nelle frazioni collinari ritenute ad alto rischio franoso. Poco più di 15mila, inoltre, i salernitani che, invece, vivono in zone ad alto rischio alluvione. Sul versante sismico, la città di Salerno rientra a pieno nella media provinciale, perché se da un lato ha dalla sua il fatto di essere un comune costiero, e, come tale, a basso rischio sismico, dall’ altro ha oltre l’ 80 per cento delle abitazioni costruite prima del 1980. E solo l’ 1,81 per cento (circa 700 palazzi) realizzate dopo il 2005. Unico dato confortante, in questo scenario, è che, a differenza della media provinciale, a Salerno città una casa su due è fatta con calcestruzzo armato. Fonte: Il Mattino

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Da Redazione agosto 25, 2017 10:18

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