Foto dal fango: Sarno, 5 maggio 1998

Redazione
Da Redazione maggio 5, 2014 14:10

Di seguito le foto scattate nei giorni della tragedia dal photoreporter Stefano Gruppo. 

 

 

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Chi è Stefano Gruppo

Stefano Gruppo: storia di un colpo di fulmine.

Aveva sedici anni. Una notte, al ritorno da un viaggio a New York, nel bagno di casa, fu folgorato dall’apparizione, in una bacinella, tra le luci rosse, della sua prima foto. Un amore trasmesso dal padre, che gli confidò tutti i segreti del bianco e nero. Un amore coltivato con  tutti i suoi maestri.
A quaranta anni Stefano Gruppo, dopo un milione di scatti, dopo aver pubblicato su quasi tutti i giornali del mondo, dopo i premi, le mostre, i preziosi rimproveri dei Mentore che si sono succeduti nel tempo e gli odierni apprezzamenti degli allievi della sua Photo Academy, continua a stupirsi, come quel giorno davanti alla bacinella.  
Dietro le sue foto c’è la forza  di chi ha imparato a vivere da solo giovanissimo quando il padre non c’era più,  il fascino dei mille pericoli trascorsi per rubare uno scatto perfetto.  Stefano ha, a sue spese, sperimentato la difficoltà dell’anelito alla perfezione in una foto scattata senza chiedere il permesso. Una scuola decisiva per la professionalità di chi oggi, a quaranta anni, ha conquistato tutto il tempo e lo spazio per fare una fotografia. 
Fotografare per vivere lascia poco alle scelte artistiche, ma impregna l’operato di quel Carpe Diem essenziale alla maturità fotografica. 
Stefano Gruppo  non pende più dalle labbra di una modella, evita intemperanze con gli uffici stampa. Capisce la persona, la realtà, la vita. Ritrae il sentimento più intimo, il pensiero più nascosto,  l’atmosfera segreta di microcosmi e paesaggi. A differenza di molti altri, lo sa fare in pochi secondi, con qualsiasi luce, in qualsiasi condizione. Così nascono foto uniche anche di ciò che è fotografato da tutti: Parigi “è” la Ville Lumiere, Londra “è” la  City,  la Sicilia “è” tormentata e bellissima come i suoi ulivi, Torino “è” custodita nel nido delle sue montagne.  In un evento  business con Mauro Moretti (A.D. di FSI) e Giuseppe Sciarrone (A.D. del principale rivale  nei trasporti ferroviari, NTV) Stefano coglie il buffetto  dell’antico maestro,  e oggi competitor, al suo ex allievo in Trenitalia. Unico contatto; una frazione impercettibile di sintesi.   
Non basta una digitale in mano per questo.  Occorre quel colpo di fulmine cui sono seguite notti insonni a studiare costosi libri comprati uno a uno con le mance da cameriere, attese davanti agli sviluppi, aggiornamenti tecnologici e architettonici, approfondimenti su geometrie e luci. Una maturità umana raggiunta  per lo più  al buio,  in solitudine, a partire da quel  colpo di fulmine,  che indusse il ragazzo a sopportare qualsiasi stento pur di diventare, oggi, l’uomo,  il fotografo.

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Da Redazione maggio 5, 2014 14:10

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