Due storie tra le pieghe dei libri. Le racconta Salerno

Redazione
Da Redazione ottobre 13, 2017 11:36

Due storie tra le pieghe dei libri. Le racconta Salerno

Apre la nuova biblioteca e, a segnarne la via, subito due belle vicende che vanno ad intersecarsi con la storia della città di Sarno. Libri che raccontano vite, autori ed editori che tornano sul territorio sarnese a distanza di anni e raccontano fatti inediti e curiosi. Li illustra, in maniera puntuale, l’assessore alla cultura, Vincenzo Salerno, tracciando le linee di due episodi a testimonianza di quanta bellezza si celi nelle pieghe, a volte anche stropicciate, di pagine che profumano di inchiostro. “Due belle storie di libri – e di due editori, a testimonianza di un mestiere fatto per passione – vanno raccontate a pochi giorni dall’apertura della nuova sede della biblioteca comunale di Sarno, nelle stanze di Villa Lanzara-Del Balzo. – racconta Salerno – Egidio Fiorin è il fondatore delle Edizioni d’Arte Colophon di Belluno che dirige, insieme con la figlia Camilla, dal 1985. Nel 1988 pubblicano il primo libro d’artista: una selezione di testi poetici di Giacomo Leopardi con incisioni originali di Walter Velentini. Negli anni a seguire si stampano – con il torchio, su carta preziosa fatta a mano in cotone, non superando quasi mai una tiratura di cento copie – titoli di poesia – con i versi di Roberto Sanesi, Andrea Zanzotto, Toti Scialoja – accompagnati dalle versioni artistiche di Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Lucio Del Pezzo e Giò Pomodoro. Non succede, perciò, per caso che questi libri spesso compaiano in bella mostra negli spazi espositivi del MOMA di New York, in Italia al Poldi Pezzoli di Milano o tra le opere della collezione Guggenheim di Venezia. Nel marzo del 2008 la Biblioteca nazionale Centrale di Firenze dedica una ‘personale’ alla casa editrice in occasione del ventennale: Vola alta, parola: venti anni delle edizioni d’arte Colophon. Tra i titoli prodotti quest’anno compare A mare – libro d’artista a tiratura limitata (70×35 cm. su carta Amatruda legata artigianalmente in puro cotone da 200 g) – con una poesia di Isabella Panfido, poetessa e conduttrice radiofonica della trasmissione “L’arca delle parole”, il programma dedicato alla poesia per Radio 24 IlSole24ORE.

Il componimento è il racconto di un viaggio a mare, uno dei tanti viaggi della speranza quotidianamente testimoniati sulla carta stampata e dalle televisioni e che, sempre più spesso, terminano nelle profondità del Mediterraneo con il loro carico di uomini, di donne e di bambini. Accanto alla poesia un altro viaggio metaforico: la versione artistica del testo poetico reso al lettore in nuova veste attraverso le celebri cancellature dell’artista Emilio Isgrò. Proprio Isgrò doveva venire a Sarno – in occasione della rassegna “SettembreLibri” – a presentare il A mare: un impegno improvviso di lavoro lo ha trattenuto a Parigi e così l’editore ha deciso di sostituirsi all’autore nella serata dedicata al suo libro d’artista. E alla fine, ha donato una delle trentasette copie del volume al Comune di Sarno, in segno di amicizia e di solidarietà. A mare costituirà il primo libro – prezioso, per il valore ‘commerciale’ ma soprattutto per quello simbolico – della collezione di libri d’artista da ospitare nei nuovi spazi espositivi che si stanno allestendo al primo piano di Villa Lanzara Del Balzo. Anche Raimondo Di Maio vive in mezzo ai libri: li vende a Napoli, nella sua storica libreria di Mezzocannone ed è instancabile editore di una casa editrice che da quella libreria “in fondo alla città” – come l’ha definita Erri De Luca – prende il nome, “Dante & Descartes”. Nel catalogo delle sue edizioni nomi di tutto rispetto, dalla saggistica alla narrativa e alla poesia con una spiccata predilezione per i campani: Alfonso Gatto, Enzo Striano, Maria Orsini Natale, Domenico Rea e il già citato Erri De Luca. In occasione dell’apertura della nuova sede della biblioteca comunale sarnese Raimondo Di Maio ha curato, insieme con Antonella Cristiani, la mostra “Piccoli e necessari” dedicata ai libri di piccolo formato che raccoglie minuscoli testi stampati dall’Ottocento ad oggi, in aggiunta alla collezione di volumetti della collana “Napoli in trentaduesimo”. A Sarno Raimondo Di Maio aveva già “mandato” i suoi libri nel lontano 1998. Dopo i tragici fatti dell’alluvione del 5 maggio la biblioteca era stata allocata nel Centro Sociale e numerosi editori campani – e tra questi Di Maio – donarono libri e riviste. Diciannove anni dopo Raimondo Di Maio fa un altro regalo a Sarno: una copia unica di un testo datato 1894. Si tratta di una storia di una storia della letteratura italiana, “ad uso dei licei” e a distribuzione nazionale, opera di un sacerdote originario di Orvieto, Giuseppe Romanelli. Al di là dell’unicità della copia c’è un altro importantissimo aspetto da mettere in rilievo, soprattutto per gli appassionati e gli studiosi di storia e di cultura locale: il libro fu stampato a Sarno da un certo Pasquale De Vivo – del quale non si ha alcuna notizia – che così licenziava il suo lavoro nel verso del frontespizio: “Sarno 1984. Tipografia dell’Ippogrifo diretta da Pasquale De Vivo. Editore-tipografo”.

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