Donna perseguitata dall’ex ed accoltellata: “Non mi sento protetta”

Redazione
Da Redazione febbraio 16, 2016 12:04

Donna perseguitata dall’ex ed accoltellata: “Non mi sento protetta”


“Non mi sento protetta. Io voglio solo vivere tranquilla”. Parole appena sussurrate da M.M., 43 anni, accoltellata dal suo ex convivente nella notte di San Valentino, al suo legale di fiducia che la sta accompagnando nella lunga trafila fatta di denunce e tribunali. Un percorso doloroso e di terrore costellato di aggressioni e minacce. Vittima di stalking da oltre tre anni. Oppressa da quell’uomo, O.P. suo coetaneo, col quale ha passato metà della sua vita. Si conoscono da oltre 20 anni, hanno due figlie maggiorenni. Una storia complicata da sempre. Fatta di violenza, soprusi, prepotenze. Una relazione difficile e pare che proprio le figlie ad in certo punto abbiano chiesto alla madre di prendere coraggio e scrivere la parola fine. Da lì si è aperto un nuovo incubo vissuto tra pedinamenti, appostamenti e tante denunce. La donna con le sue figlie alla ricerca di una normale quotidianità interrotta però da continui episodi di aggressioni verbali e fisiche. C’è una denuncia che risale al 2013 a carico del suo ex compagno che ad oggi l’ha protetta poco, lasciando a lui troppi margini per continuare a farla vivere nella paura ed a farla essere vittima delle sue violenze. Nel 2014 l’uomo, O.P. suo coetaneo, le si fiondò addosso con una scarica di pugni fino a romperle il naso ed i denti.  Per lui scattarono le misure cautelari che gli vietavano di avvicinarsi alla ex convivente ed alla sua abitazione. Avviato il processo per stalking e la data della prima udienza è fissata tra poche settimane. La decadenza delle misure cautelari appena tre mesi fa, pare aver spinto l’uomo a ritornare alla carica. Da quanto denunciato dalla donna, prima in ospedale e poi in commissariato, nella notte tra sabato e domenica il suo ex le si è avventato contro impugnando un coltello dalla lunga lama. Un fendente dopo l’altro, colpi che la 43enne è riuscita per fortuna a parare e deviare con le mani e le braccia riportando varie ferite lacero contuse agli arti superiori. Prima ancora l’uomo aveva preso di mira l’auto della figlia. Denuncia a piede libero, ma potrebbe  addirittura configurarsi il reato di tentato omicidio come ha spiegato l’avvocato che difende la 43enne, Emanuele Esposito. “Il reato di stalking è un molto particolare perchè la procedura prevede vi sia l’arresto in flagranza di reato, quello che si è consumato è comunque un tentato omicidio. Due sono gli elementi certi ed oggettivi:  l’utilizzo di un’arma, in questo caso un coltello, e le lesioni. La donna ha già subito lesioni gravi in passato, va tenuto conto che il suo ex convivente ha sempre trasformato le minacce in fatti. Da una parte non accetta la fine della storia, dall’altra c’è un processo in atto e sa che se la moglie va a testimoniare lo arrestano. Lei è convinta di quello che sta facendo, non ha mai dato cenno di insicurezza sul percorso avviato lo fa per sé e per le figlie. Lo ha denunciato per stalking, poi lo ha ridenunciato perché nel frattempo lui ha continuato a perseguitarla. In questo periodo ha cercato di non frequentare posti dove va lui. Lei non vuole niente, vuole solo vivere tranquilla”.

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Da Redazione febbraio 16, 2016 12:04

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