Degrado ex Villa Malta, la rabbia dei residenti

Redazione
Da Redazione agosto 13, 2015 12:06

Degrado ex Villa Malta, la rabbia dei residenti

ex Villa Malta

“Un edificio abbandonato da 17 anni che è un pericolo per l’incolumità”.

 

“Una struttura distrutta dalla frana 17 anni fa e lasciata così. Fatiscente, instabile, degradata. Erbacce ovunque, topi e serpenti”. E’ l’immagine tratteggiata dai residenti dei via Pedagnali dell’ex ospedale “Villa Malta” distrutto dalla frana del 5 maggio 1998. Maria Milone abita a pochi passi da ciò che 17 anni fa divenne simbolo della tragedia, in quei locali trovarono la morte medici, infermieri e pazienti, ed oggi è l’emblema dell’abbandono. Il balcone di casa affaccia nell’atrio dell’ex nosocomio e lo spettacolo è impressionante. “Parte del tetto è crollato – racconta la donna – ci sono travi che reggono alcune pensiline, vetri distrutti e pericolanti”. La struttura svetta nel cuore della zona maggiormente colpita dall’alluvione, è al centro dei lotti della ricostruzione. Un quartiere profondamente ferito, ma con gli anni ricostruito, che fa i conti con un mostro malsicuro. I residenti da anni ormai segnalano lo stato di degrado e richiedono interventi di messa in sicurezza e di recupero dello stabile, ma nulla da fare. Ad oggi resta uno scheletro di cemento ed amianto che incombe sulle abitazioni. Un problema igienico sanitario, un interrogativo importante sulla pubblica incolumità. Sul piede di guerra i residenti. “In estate è un proliferare di topi, insetti e serpenti – ha spiegato Giuseppe Annunziata – Un pericolo anche per i bambini che vogliono scendere in strada. Come se non bastasse ci sono pezzi distrutti costruzione in amianto. Non si può vivere ancora così in uno stato di totale abbandono dopo tanti anni. Ad ogni anniversario sentiamo raccontare sempre le solite cose, spenti i riflettori tutti dimenticano che questo ospedale è un rudere ed è rischioso lo stato in cui versa”. Negli anni i progetti su carta ci sono stati. Si era parlato di una riqualificazione e di un nuovo utilizzo come centro di riabilitazione, poi come distretto sanitario. Tutte idee rimaste su carte.

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Da Redazione agosto 13, 2015 12:06

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