Complicanze per un gemello, intanto si aspetta l’autopsia della mamma

Redazione
Da Redazione aprile 24, 2014 12:35

Si attende l’autopsia di Dora Russo, la 48enne che ha dato alla luce due bimbi al «martiri del Villa Malta» di Sarno mentre era già in arresto cardiorespiratorio. Intanto, per Francesco, il più piccolo dei gemelli, sono sopravvenute complicazioni respiratorie e ieri mattina è stato trasferito d’urgenza all’ospedale «Santobono» di Napoli. Pare che il neonato del peso di un chilo e 300 grammi, presenti tutti i sintomi di una sindrome da distress respiratorio, una complicanza comune nei bambini prematuri perché i polmoni non sono ancora del tutto sviluppati. Sta meglio, invece, il fratellino, Emmanuel, di un chilo e 900 grammi, ricoverato nella terapia intensiva neonatale di Salerno. In mattinata è previsto l’esame autoptico sul corpo della mamma per chiarire le cause della morte. Ad eseguirlo il medico legale Giovanni Zotti. Tra le ipotesi più accreditate c’è una sospetta preeclampsia, comunemente detta gestosi, che avrebbe anche causato un distacco intempestivo della placenta ed un aggravamento con edema polmonare. Sembra che il parto di Dora fosse stato programmato anzitempo. Sarebbe dovuto avvenire per induzione già alla fine del settimo mese. Però, la ginecologa che ne aveva seguito l’intero percorso in gravidanza rilevando un ritardo nella crescita in uno dei gemelli, proprio Francesco, tra l’altro identificato come femmina dall’ecografia, aveva ritenuto opportuno ritardare il parto ed attendere qualche altra settimana perché il piccolo prendesse peso. La 48enne da settimane accusava dei malori, con evidenti rigonfiamenti a gambe e piedi. Dolori lancinanti allo stomaco, problemi respiratori che secondo diversi medici che l’avevano controllata erano da attribuirsi alla posizione anomala di uno dei gemelli. Uno dei piccoli era posizionato all’altezza dello stomaco e premeva contro l’ernia iatale. Soffriva di esofagite da reflusso, accentuata negli ultimi mesi. Sul caso indaga il Pm della Procura di Nocera Inferiore, Roberto Lenza, che ha aperto un fascicolo di inchiesta sequestrando la cartella clinica e tutti i documenti degli esami prenatali.
È giallo sull’ecografia effettuata in una clinica privata di Napoli che segna una gravidanza gemellare ed eterozigota di un maschio ed una femmina. La fecondazione quindi di due diverse cellule uovo e di sessi diversi. Così anche l’amniocentesi. I coniugi, Dora ed Angelo Ruggiero avevano anche scelto i nomi: Miriam ed Emmanuel. Ed avevano preparato il corredino di due colori diversi. Eppure, Dora ha dato alla luce due maschi. Al posto di Miriam è nato Francesco. Test sbagliati? Risultati scambiati? Il fatto per i familiari è passato in secondo piano davanti alla tragedia della morte della donna, ma per gli inquirenti è uno dei punti nodali per verificare ed accertare eventuali superficialità e negligenze nei controlli e negli esami della gestante.
Dora ed Angelo, sposati da sei anni, avevano tentato altre volte di avere un figlio attraverso un iter tra ospedali, cliniche private, esami invasivi, tecniche che sanno di prodigioso. Una gravidanza finita nei primi mesi con un aborto spontaneo. L’ultimo approdo era stato ad una clinica privata di Napoli Rossella Liguori

 

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