Chi è Franz Muller? Sarnese, attore, regista. Gira in incognito per la città…

Redazione
Da Redazione giugno 15, 2018 10:31

Chi è Franz Muller? Sarnese, attore, regista. Gira in incognito per la città…

Franz Muller, un grande ospite per Sarno.

La curiosità rispetto a questo nome mi è nata quando, leggendo la corrispondenza, mi è capitata tra le mani una lettera del Ministero che richiedeva agli Uffici anagrafici se fosse ancora in vita tale Luigi Giurunda, in arte Franz Muller. Onestamente, a Sarno, non avevo mai sentito parlare di questa persona. Il cognome reale, non quello d’arte, non appartiene a nessuno di quelli comuni in città. Comunque, questa persona è stata insignita del vitalizio per i suoi meriti artistici dal presidente della repubblica. Qui vive con discrezione in un appartamento del centro. Gira in incognito, dopo aver calcato grandi scene. Ha un’età veneranda. Così, ho ricostruito il suo curriculum e mi sembra che sia giusto che si sappia che ospitiamo un grande artista, sopravvissuto alla deportazione, che ha scelto di vivere qui gli ultimi anni della sua vita. Luigi Giurunda, in arte Franz Muller, ha alle spalle una storia fantastica ed avventurosa. Attore, regista e autore di numerose opere teatrali, è nato a Pisa il 14 marzo 1927. Durante la seconda guerra mondiale, venne deportato nel campo di concentramento di Dachau (Germania) dove ha maturato una grande esperienza umana che gli sarà di grande ispirazione per la sua vena. Ad attenderlo al ritorno in Itala, a 19 anni, c’era un lavoro tranquillo: cassiere presso la Banca Commerciale Italiana. La vita, però, lo chiamava ad altro rispetto alla tranquillità borghese. Così, dopo poco, lasciò l’impiego per dedicarsi all’attività teatrale, fondando una sua compagnia: la Compagnia Italiana per il Festival della Prosa. Esordì a Milano, nel 1949, al teatro Litta di via Magenta, a soli vent’anni, con uno spettacolo di grande successo in cui sostenne il ruolo di “babbo Edward” in “Una lampada alla finestra ” di Gino Capriolo. Un’interpretazione che sorprese tutti, considerando la sua giovanissima età e la parte impegnativa da lui sostenuta entusiasmando perfino Achille Campanile che lo definì “una grande promessa”. Nel 1949, Franz Muller scrive il suo primo testo: ” Walter Schmidt – la storia di una vita”. Quest’opera sarà rappresentata in Italia e in Svizzera. Sempre nel 1949, mette in scena “Due dozzine di rose scarlatte”, anche questa portata in una lunga tournée. Nel 1956, Muller partorisce un thriller: “Delitto nella 44.a strada”. Nel 1978, la sua compagnia ebbe un enorme successo con una riduzione di “Re Riccardo II d’Inghilterra ” di Shakespeare. Nell’autunno del 1980, Muller scrive una delle sue opere più famose: “Quella brutta faccenda – i giovani e la droga “. Un ritratto di una triste realtà della nostra epoca che inaugura il suo sguardo sulla società e la storia. Il suo capolavoro arriva nel 1987: “Il Gran Rifiuto – Celestino V”. Nel 1989, scrive “Massimiliano Maria Kolbe”, un’opera teatrale con la quale descrive la tremenda realtà della guerra e dei campi di sterminio tedeschi, rimasti ancora nella memoria del Muller deportato. Nel 1990, scrive la commedia musicale “Francesco d’Assisi”. Nel 1994, è la volta del saggio teatrale “Processo a Martin Luther King”. L’impegno sociale continua nel 1995 con “Il Mahatma Gandhi”, nel ’96 con “La santa inquisizione – Padre Pio”, nel ’97 con “Galileo Galilei”. Infine, nel 1998, la sua ultima fatica è stata “Aspettando il 2000”, in vista del grande Giubileo. Ora, Franz Muller, nonostante l’età avanzata, cerca un luogo dove poter impartire lezioni di teatro, anche solo per comunicare la sua esperienza.

Gaetano Ferrentino

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Da Redazione giugno 15, 2018 10:31

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