Cartella pazza da 79mila euro per errore…

Redazione
Da Redazione ottobre 6, 2017 10:20

Cartella pazza da 79mila euro per errore…

L’Agenzia delle Entrate richiede 79mila euro ad un 32enne, un errore grossolano, forse uno scambio di persona. Eppure, il giovane rischia di dovere sborsare fino all’ultimo centesimo. Lapidario il legale: “Perseguiremo tutte le strade perché l’atto non si consolidi. Questo è il segnale di una cattiva burocrazia”. L’avviso di pagamento arrivato dalla sede di Salerno e recapitato ai genitori del 32enne, che da anni lavora come cameriere in Svizzera, ha lasciato tutti sbigottiti. All’origine vi è una sentenza che vede coinvolte due aziende dolciarie, che il giovane sarnese non conosce non avendo avuto alcun rapporto lavorativo e né tantomeno ha mai messo piede in un tribunale. Una vicenda incredibile, che all’inizio è sembrata quasi uno scherzo, ma la maxi cifra è messa nero su bianco con timbro dell’agenzia delle entrate, firma del funzionario delegato. La motivazione è trascritta sul documento, dopo i dati personali del giovane, in maniera precisa: imposta di registro principale su sentenza emessa dal tribunale di Nocera Inferiore in materia di inadempimento contrattuale. Alla fine la somma dovuta di 79.299,00 euro con obbligo di pagamento. Il vero problema è che se non si bloccasse l’atto fin da ora, diventerebbe definitivo e lo Stato Italiano avrà diritto di pretendere il pagamento. A spiegarlo è Gaetano Ferrentino, legale del giovane: “Si tratta di un incredibile caso di cattiva burocrazia. Al mio assistito è stato inviato un avviso di liquidazione per una tassa di registrazione di una sentenza omessa e delle entrate derivanti da introiti determinati dalla sentenza stessa. Gli hanno attribuito spese per un giudizio del quale lui non sa nulla e del quale non è nemmeno parte. Tuttavia, ora saremo costretti a perseguire tutte le strade per evitare che l’atto si consolidi ed evitare che la pretesa possa addirittura passare alla riscossione coattiva. E’ una situazione talmente assurda e nessuno riesce a spiegarsi come sia potuto avvenire. Mi auguro che già dalla semplice autotutela il funzionario comprenda l’errore e proceda all’annullamento, evitando oneri giudiziali”

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Da Redazione ottobre 6, 2017 10:20

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